Finanza Notizie Italia Nuovo governo ridesta fiducia di imprese e consumatori, ma l’impatto è limitato

Nuovo governo ridesta fiducia di imprese e consumatori, ma l’impatto è limitato

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La fine della crisi della politica, con la formazione del nuovo governo, ha rappresentato una iniezione di fiducia per famiglie e imprese. Secondo i dati diffusi oggi dall’Istat, l’indice del clima di fiducia dei consumatori è passato a giugno da 113,9 a 116,2 punti, recuperando buona parte del peggioramento registrato a maggio. Anche l’indice composito del clima di fiducia delle imprese è salito, da 104,6 a 105,4 punti.

Governo Conte infonde fiducia, ma decisamente meno rispetto ai precedenti
I dati Istat dicono che le famiglie italiane ripongono oggi più ottimismo sul futuro e soprattutto sulla situazione economica dell’Italia, (in questo caso la fiducia è balzata da -22,3 a +1,7). E’ sempre successo anche in passato, che con la nascita di un nuovo esecutivo gli italiani confidino in un cambiamento e guardino con rinnovata speranza al futuro. L’Unione Nazionale dei Consumatori ricorda gli ultimi precedenti: nel dicembre 2016, con il Governo Gentiloni, la fiducia salì di 2,7 punti percentuali, nel mese di marzo del 2014, con il Governo Renzi, si registrò un +3,2 punti percentuali, nel maggio 2013, con il Governo Letta, si assistette a un balzo record di 10 punti percentuali, nel mese di novembre 2011, con il Governo Monti, la fiducia salì del 3,7%. A confronto, quindi, il +0,8 punti registrato dal Governo Conte è inferiore ai precedenti aumenti.

Guerra commerciale preoccupa imprese esportatrici
Con riferimento alle imprese, segnali eterogenei provengono dai climi di fiducia settoriali: l’indice diminuisce nel settore manifatturiero e nelle costruzioni, mentre è in aumento nei servizi e nel commercio al dettaglio. E i venti di guerra commerciale a livello globale iniziano a preoccupare le aziende esportatrici. Secondo le indicazioni derivanti dalle consuete domande trimestrali rivolte alle imprese che operano sui mercati esteri, sia i giudizi sia le attese sul fatturato all’export peggiorano rispetto al periodo precedente. Aumenta la quota delle imprese che lamenta la presenza di significativi ostacoli all’attività di esportazione.