Finanza Notizie Italia Manovra del Popolo, con deficit 2,4% governo sfida Ue. Moscovici la vede male mentre Borghi punta su BTP e gela Draghi

Manovra del Popolo, con deficit 2,4% governo sfida Ue. Moscovici la vede male mentre Borghi punta su BTP e gela Draghi

Niente da fare, alla fine hanno vinto le colombe: precisamente, contro il rigore del falco del ministro dell’economia Giovanni Tria, hanno avuto la meglio, dopo 12 ore circa di trattative, i vicepremier Luigi Di Maio e Matteo Salvini. Niente deficit-Pil “ben al di sotto del 2%”, come aveva ordinato qualche giorno fa il Commissario agli Affari economici e monetari Pierre Moscovici; niente, tantomeno, l’asticella di Tria, fissata all’1,6%. La soglia del 2% è stata sfondata, fino al 2,4%.

La reazione di Moscovici non si è fatta attendere. Intervistato da due radio francesi, Moscovici ha affermato, riferendosi all’Italia, che “quando un Paese si indebita si impoverisce”. E che “se gli italiani continuano a indebitarsi i tassi aumentano e il costo del servizio del debito aumenta”.

“Se gli italiani continueranno a indebitarsi sapete cosa succederà? I tassi saliranno e il rimborso del debito diventerà più pesante. Questo significa che tutti i fondi che l’Italia riceverà saranno sotratti ad altro, mentre “non bisogna togliere un euro alle autostrade, all’educazione e alla giustizia sociale”.

Ma non la pensa sicuramente così l’economista della Lega e presidente della Commissione di Bilancio della Camera Claudio Borghi, che invece scrive su Twitter:

“Per la prima volta dopo molti anni sto ricominciando a comprare Titoli di Stato. Come sempre non è un consiglio ma un’informazione che vi sto dando”.+

Intervistato dal Corriere della Sera Borghi ha anche affermato, nel commentare la manovra del popolo, che “dobbiamo dare un segnale chiaro e dare corpo alle misure annunciate, senza essere ostaggio dello spread”.

Serviva “un Def rispettoso di ciò che abbiamo promesso di fare. Aggiungerei che quelle cifre non sono scritte sulla pietra” , ha aggiunto il deputato della Lega. E non è mancata la stoccata al numero uno della Bce, Mario Draghi, che di recente aveva detto, almeno due volte, che alcune parole arrivate dal governo M5S-Lega avevano fatto danni.

“A fare male sono state le dichiarazioni e gli annunci di Draghi, che comunicava la riduzione degli acquisti di titoli di Stato da parte della Bce – ha sottolineato Borghi – Si tratta solo di speculazioni da parte degli operatori che hanno puntato l’Italia e i suoi titoli di Stato semplicemente perché è un mercato molto più liquido di altri. Le dichiarazioni non hanno rilievo, semmai è colpa di una certa narrazione”.