Finanza Notizie Italia L’illegalità costa 30 miliardi, 2 imprese su 3 danneggiate. A rischio posti di lavoro e Made in Italy

L’illegalità costa 30 miliardi, 2 imprese su 3 danneggiate. A rischio posti di lavoro e Made in Italy

Illegalità, contraffazione e abusivismo colpiscono quasi 1 consumatore su 3, danneggiano 2 imprese su 3 e mettono a rischio 200mila posti di lavoro. Sono alcuni dei dati più significativi che emergono dall’indagine Confcommercio, presentata oggi nell’ambito della Giornata “Legalità ci piace”.

“Contraffazione e abusivismo sono due piaghe che certo penalizzano in particolare i nostri settori, ma che indeboliscono tutta la filiera del Made in Italy e la salute del sistema Paese, sovvenzionando le catene della criminalità organizzata – ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, in apertura del suo intervento all’evento – Sono fenomeni, inoltre, che hanno anche una preoccupante ricaduta sociale che è difficile da quantificare ma non è meno pesante da valutare”.

 

In Italia la contraffazione è in continua crescita: nel 2019 quasi un consumatore su tre (30,5%) ha acquistato un prodotto contraffatto o usufruito di un servizio illegale (+3,7 % rispetto al 2016 e +4,9% in confronto al 2013). Sul fronte delle imprese del commercio e dei servizi, il 66,7% si ritiene danneggiato (era il 65,1% nel 2016), ma soprattutto il costo dell’illegalità si eleva a oltre 30 miliardi di euro, mettendo peraltro a rischio circa 200mila posti di lavoro.

Entrando nel dettaglio del capitolo dedicato alla contraffazione, si scopre che è in aumento rispetto al passato l’acquisto illegale di abbigliamento (+9,4% sul 2016), prodotti farmaceutici (+2,8), prodotti di intrattenimento (+1,5), pelletteria (+0,4) e giocattoli (+0,3). In crescita l’utilizzo del web, dove passa gran parte dell’intrattenimento (89% della musica, film, abbonamenti tv, eccetera) e quasi la metà dei servizi turistici (alloggio, ristorazione, trasporti) illegali.

Per la maggior parte dei consumatori l’acquisto di prodotti o servizi illegali è sostanzialmente legato a motivi di natura economica (82%) ed è ritenuto “normale” (73%), una tendenza diffusa in prevalenza tra i giovani tra i 18 e i 24 anni. Oltre il 90% dei consumatori, comunque, è consapevole dei rischi dell’acquisto illegale e degli effetti negativi di questo fenomeno. Il 66,8%, in particolare, è informato sul rischio di incorrere in sanzioni amministrative in caso di acquisto di prodotti contraffatti.