Notiziario Notizie Italia Lavoro: nel turismo 250mila nuovi posti, tra le mansioni anche esperti marketing e IT

Lavoro: nel turismo 250mila nuovi posti, tra le mansioni anche esperti marketing e IT

Il turismo si conferma un volano per la crescita e per l’occupazione in Italia. Da qui ai prossimi anni infatti le imprese del settore saranno alla ricerca di 250mila posti di lavoro. E non solo cuochi e camerieri ma anche esperti di marketing, nuove tecnologie e comunicazione.

Secondo l’indagine condotta dal Centro Studi Turistici per EBNTUR, l’ente bilaterale del turismo, entro il 2023 il settore del turismo in Italia avrà bisogno di assumere circa 250mila nuovi addetti. Oltre a camerieri, addetti alle pulizie e cuochi, tra le figure professionali più ricercate dalle imprese spuntano anche esperti di marketing, specializzati in ITC e social media manager. A prevedere di assumere sono soprattutto gli stabilimenti balneari, tra cui il 39% segnala la volontà di prendere uno o più nuovi dipendenti. Al secondo posto gli alberghi (30%), seguiti dalle altre strutture ricettive (29%) e dalla ristorazione (28%).

Ad essere ricercato è soprattutto personale con esperienza specifica per la mansione proposta, richiesta dal 37% delle imprese che assumono. Segue, nelle preferenze delle aziende, il personale con esperienza generica nel settore (segnalata dal 32%), ma c’è anche un 28% che è disponibile ad assumere persone senza esperienze lavorative, ma da formare sul posto di lavoro.

Il reclutamento avviene soprattutto attraverso contatti diretti o passaparola, canale battuto nel 51% dei casi. Al secondo posto, anche se a grande distanza, gli annunci di lavoro su quotidiani, periodici e riviste di settore (9%) e centri per l’impiego (8,7%), tallonati dai canali social (8,4%).

Attualmente il turismo dà lavoro, direttamente e indirettamente, al 15% della forza lavoro italiano, ma l’incidenza salirà al 16,5% già nel 2028: un dato superiore a quello di Slovenia, Francia e Spagna. Anche se inferiore all’apporto occupazionale fornito dal turismo in Grecia, dove vale il 25% dell’occupazione, in Croazia (23,5%) e in Portogallo (20%).