Notiziario Notizie Italia Italia inizia anche il 2019 zoppicante, Pmi ai minimi complice gelata ordini

Italia inizia anche il 2019 zoppicante, Pmi ai minimi complice gelata ordini

I timori di un inzio di 2019 sulla falsariga della seconda metà del 2018 sembrano confermati dai dati diffusi oggi da IHS Markit. L’indice PMI (Purchasing Managers Index) del settore manifatturiero italiano a gennaio si è attestato a 47,8 punti, al di sotto quindi della soglia di 50 per il quarto mese consecutivo. IHS Markit rimarca che l’indice di gennaio è crollato da 49,2 di dicembre e segna il peggioramento maggiore del settore da maggio 2013. Il consensus Bloomberg era 48,8.

Indicazioni sotto le attese che accentuano i timori di una crescita negativa anche nel primo scorcio del nuovo anno dopo la doccia fredda del PIL di ieri (-0,2% t/t) con l’Italia in recessione tecnica. Sono arrivate molte revisioni al ribasso delle stime di crescita per il 2019 con Barclays che vede un moderato +0,2% rispetto al +1% stimato dal governo e indica la possibilità di un peggioramento ulteriore.

Pesa la contrazione degli ordini 
Le condizioni del settore manifatturiero in Italia peggiorano al livello maggiore da inizio 2013 per via della forte riduzione dei nuovi ordini e quindi del più rapido declino della produzione. Inoltre, per la prima volta in più di quattro anni diminuisce il livello occupazionale. Sul fronte dei prezzi, conseguentemente all’aumento più debole dei costi di acquisto dell’attuale sequenza di inflazione di 29 mesi, per la prima volta da ottobre 2016 crollano i prezzi di vendita.

Scivolone ai minimi a 5 anni e mezzo del Pmi manifatturiero italiano, sceso a gennaio a 47,8 punti. “I dati PMI di gennaio hanno segnalato un altro peggioramento delle condizioni del settore manifatturiero italiano – argomenta Amritpal Virdee, Economist di IHS Markit che elabora il report Markit PMI Settore Manifatturiero in Italia – con le imprese del settore che stanno avendo difficoltà a causa del sesto mese consecutivo di contrazione dei nuovi ordini. Indicando quindi un debole inizio del 2019, a gennaio sono state riportate contrazioni della produzione, dell’attività di acquisto e dei livelli occupazionali (la prima in più di quattro mesi)”. Unica nota positiva, conclude l’economista di Markit, è il forte indebolimento del tasso di inflazione dei prezzi di acquisto che hanno permesso alle aziende campione di ridurre i loro prezzi di vendita per la prima volta in 27 mesi, con l’intento di incentivare le vendite.