Finanza Notizie Italia Digitale, ti amo ma quanto mi costi. La (mia) bolletta nascosta a fine mese

Digitale, ti amo ma quanto mi costi. La (mia) bolletta nascosta a fine mese

Non mi vergogno ad ammettere come tutto ciò che è digitale abbia preso possesso della mia vita. Da quando mi alzo la mattina e chiedo al mio assistente virtuale di mettere la musica da Spotify o di leggere le principali notizie di giornata, fino ad arrivare alla sera. La programmazione della tv in chiaro non è più la stessa degli anni ’90, ma fortunatamente mi sono venuti in soccorso le piattaforme di streaming, con i loro film e serie tv a farmi compagnia. Il prezzo di tutto questo, oltre a quello di aver ridotto in modo drastico la mia vita sociale, appare irrisorio. Con un paio di click e una decina di euro riesco ad avere accesso a ognuno di questi contenuti.

Tuttavia, ho avuto la malcapitata idea di fare il conto di quanto spendo solo per gli abbonamenti digitali ogni mese. E la cifra non è banale, soprattutto dato che, a causa del frazionamento mensile, non me ne ero mai accorto. 

MUSICA, FILM E… Spotify, in versione Premium, mi costa 9,99 euro/mese, più o meno la stessa cifra per chi usa altri servizi del tutto simili come Youtube Music, Amazon Music e Tidal (quest’ultimo propone anche la versione ad alta qualità a 19,99 euro). Per film e serie tv immancabile l’abbonamento a Netflix che, in HD, mi costa 11,99 euro/mese. Ovviamente non tutte le mie serie preferite sono disponibili sulla piattaforma di Scotts Valley, quindi ho aggiunto alla mia smart tv Now Tv e i suoi (quasi) 10 euro al mese per le serie tv (e altri 10 per i film…). E anche Dazn per vedere lo sport (9,99 euro). Ultimo, ma ovviamente non per importanza, Amazon. Al mese effettuo almeno tre acquisti online e, quindi, mi sono iscritto ad Amazon Prime. 36 euro all’anno, che al mese sono 3 euro (e la possibilità di guardare anche Prime Video). Dimenticavo il costo degli abbonamenti alla rete internet. Senza entrare nel dettaglio e nei casi singoli, se volessimo fare una media potremmo dire che si spendono 10 euro al mese per lo smartphone e 25 euro per la fibra. 

UN PICCOLO SALASSO Facendo un rapido calcolo, si arriva facilmente a 80 euro al mese, che in un anno sono 960 euro che escono dal mio conto corrente. Una bella (piccola) spesa e, in fondo, una ridistribuzione dei fondi che una volta andavano in musicassette e poi in CD, VHS e poi in DVD, e infine iTunes. La spesa ricorrente, però, è molto diversa dall’abbonamento mensile e, devo ammettere, che il costo basso mi tiene legato molto più facilmente al servizio. 

Sia chiaro: non ho intenzione di “abbaiare alla luna”. Il senso di questo articolo non è quello di scagliarsi contro i servizi in abbonamento, la cui crescita sembra inarrestabile e ha i suoi numerosi aspetti positivi. Netflix ha rivoluzionato l’industria cinematografica, Spotify&Co. quella musicale e, soprattutto, si sta limitando e molto la pirateria che imperversava nei primi anni di internet. Basti pensare che in Italia la pirateria musicale è diminuita del 35% secondo i dati forniti da IFPI (International Federation of the Phonographic Industry) e FIMI (Federazione Industria Musicale Italiana). 

Le nostre esigenze sono sicuramente cambiate rispetto a un tempo, ma il cambiamento, come sempre, va affrontato con consapevolezza. Ci sono alcune app che permettono di tenere “a bada” il budget, come Bobby, o siti che permettono di condividere il proprio abbonamento come Together Price. Ma, soprattutto, il cambiamento deve passare anche da noi, ricordandoci magari di qualche vecchio abbonamento mensile che continuiamo a pagare dimenticandoci di averlo.