Notiziario Notizie Italia Crisi mercato auto: costruttori reclamano nuovi incentivi, per Fca svolta lontana

Crisi mercato auto: costruttori reclamano nuovi incentivi, per Fca svolta lontana

Agosto in frenata per il mercato auto italiano, anche se contiene le perdite se si considera che la crisi di governo rischiava di frenare ulteriormente le intenzioni di acquisto degli italiani. Il mercato italiano segna dal 1 al 31 agosto 88.939 immatricolazioni, in calo del 3,1% rispetto allo stesso mese del 2018, secondo i dati diffusi dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. I volumi immatricolati nei primi otto mesi del 2019 ammontano, così, a 1.325.162 unità, il 3% in meno rispetto ai volumi dello stesso periodo del 2018.

Allarme dei costruttori: servono misure a sostegno del settore
L’Anfia e l’Unrae, le associazioni che rappresentano i costruttori in Italia, chiedono che si superi rapidamente la crisi politica e che il nuovo esecutivo prenda provvedimenti per l’auto.

Il Centro Studi Promotor sottolinea come nell’attuale quadro congiunturale si può ipotizzare che, a fine 2019, il volume complessivo delle immatricolazioni si avvicini al livello del 2018, cioè tocchi quota 1.900.000 unità, che è però un volume ancora largamente insufficiente per assicurare la regolare sostituzione di un parco circolante di dimensioni di tutto rispetto come quello italiano, che ha una consistenza di oltre 39 milioni di autovetture ed è fortemente invecchiato con lo shock della crisi del 2008 e soprattutto con il non ancora avvenuto raggiungimento di un livello di immatricolazioni adeguato negli anni successivi.

Molte speranze sono riposte nel Governo che sta per nascere. Scongiurare l’aumento dell’Iva è essenziale anche per il settore dell’auto, ma, secondo Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor, per risolvere il problema dell’abnorme invecchiamento del parco circolante italiano, con tutto quello che ne consegue in termini di inquinamento e di incidentalità stradale, occorre una politica per la mobilità che incentivi innanzitutto la sostituzione delle auto più vecchie anche con auto usate più recenti e crei un percorso preferenziale per l’acquisto di vetture a basso impatto ambientale. “Occorre anche che si abbandoni la politica della ingiustificata penalizzazione dei proprietari di autovetture particolarmente inquinanti o ritenute tali. E ciò sia perché queste auto sono spesso possedute dalle fasce economicamente più deboli della popolazione sia perché i costi della salvaguardia dell’ambiente vanno ripartiti tra tutti i cittadini con criteri di progressività, coerentemente con i principi ispiratori della nostra carta costituzionale”, conclude Gian Primo Quagliano.

 

Fca in crisi nera, allarme Fiom su calo produzione 
Tra i singoli costruttori, i marchi di Fca (escludendo Ferrari e Maserati) totalizzano nel complesso 20.767 immatricolazioni nel mese (-16,1%), con una quota di mercato del 23,3% ai nuovi minimi storici. Andamento positivo per il brand Lancia/Chrysler (+95,8%). Bene anche Ferrari (+85,7%) e Lamborghini (+83,3%).

Preoccupazione anche dai sindacati che guardano al calo della produzione negli stabilimenti italiani. La Fiom di Torino ha lanciato un chiaro allarme guardado ai numeri degli ultimi due decenni: dal 1999 al 2018 la produzione Fca di auto in Italia si è dimezzata, da 1.410.459 a 670.932 vetture, con un calo del 41% dei posti di lavoro e del 35% delle ore lavorate. In questo contesto, rimarca la Fiom, Torino “è un buco nero” e la Maserati di Grugliasco è a rischio. “L’ultimo anno in cui non c’è stato utilizzo degli ammortizzatori sociali a Mirafiori è stato il 2007 – ha detto Edi Lazzi, segretario della Fiom torinese – e in Piemonte nell’auto si sono persi 18.000 posti di lavoro”.

 

Le speranze sono riposte nell’avvio della produzione dei nuovi modelli chiamati a risollevare le vendite. Dal 2020 è atteso l’avvio della produzione a Melfi dei modelli ibridi di Renegade e 500 X e la produzione della 500 elettrica a Mirafiori.