Finanza Notizie Italia Conti correnti, Bankitalia: spese gestione salgono per il quinto anno consecutivo a 90,9 euro

Conti correnti, Bankitalia: spese gestione salgono per il quinto anno consecutivo a 90,9 euro

Conto corrente, quanto mi costi? Bankitalia ha risposto a questa domanda con un report ad hoc che, precisa il report stesso, presenta “i principali risultati dell’indagine sul costo dei conti correnti svolta dalla Banca d’Italia nella prima metà del 2021″.

“Il testo – si legge -è stato curato da Alessandro Scognamiglio e Valentina Morena” e la “rilevazione è stata svolta dalle Filiali della Banca d’Italia che hanno curato la raccolta e il controllo dei dati”.

Vediamo cosa è emerso dal rapporto, che ha ricordato che, “dal primo gennaio 2020, sono entrate in vigore le nuove disposizioni di trasparenza per i conti correnti e i conti di pagamento offerti ai consumatori; esse richiedono di indicare nei documenti informativi trasmessi alla clientela l’Indicatore dei Costi Complessivi (ICC) che sostituisce l’ISC”.

Ora, “il calcolo del nuovo indicatore avviene sulla base di profili di operatività analoghi a quelli utilizzati per l’ISC, pur includendo spese in passato non considerate come le spese per l’emissione delle carte di pagamento“.

Bankitalia ha precisato che, “nell’indagine, come di consueto”, sono state “acquisite le informazioni sulle commissioni applicate e sugli interessi connessi ad eventuali scoperti e affidamenti in conto corrente” e che “la rilevazione svolta nel 2021 è stata condotta su quasi 13.000 conti correnti bancari e 1.000 conti correnti postali, selezionati a partire rispettivamente da 605 sportelli bancari e 49 sportelli postali; il dato dei conti bancari include quasi 1.000 conti on line non riferibili a sportelli”.

Conti correnti convenzionali: spesa gestione sale a 90,9 euro

Tra i risultati principali, c’è ovviamente in primis “la spesa per la gestione di un conto corrente” che, nel 2020, è stata “pari a 90,9 euro, un valore di poco superiore a quello dell’anno precedente (90,7 euro)”. L’aumento è il quinto consecutivo, “sebbene di importo molto contenuto e in ulteriore decelerazione rispetto all’anno precedente”. Detto questo, a cosa è stato dovuto questo aumento?

“La contenuta variazione della spesa è il saldo di due movimenti contrapposti – si legge nel rapporto – da un lato le spese fisse, la cui crescita è per lo più attribuibile ai canoni di base; dall’altro le spese variabili, per effetto di una riduzione pressoché generalizzata dell’operatività, particolarmente pronunciata per le operazioni presso gli sportelli”.

A tal proposito “le spese fisse, che ammontano a 64,1 euro e rappresentano circa i due terzi della spesa complessiva sono cresciute di 4,3 euro (2,1 nel 2019). La crescita è attribuibile al movimento della spesa per canoni di base (2,8 euro; 1,6 nel 2019 e 3,9 nel 2018), a sua volta determinato dal maggiore canone (da 53,2 a 56,3 euro); è rimasta pressoché stabile la quota di clienti tenuti al pagamento del canone (dal 69 al 70 per cento)”.

Altri aumenti significativi hanno interessato le “altre spese fisse” (1,3 euro) e le spese per l’emissione delle carte di credito (0,7 euro), entrambi da mettere in relazione con la crescita delle commissioni”.

Riguardo alle spese variabili, invece, la diminuzione, pari a 4,1 euro, “riflette una pressoché generalizzata contrazione dell’operatività. La maggiore variazione si deve ai prelievi di contante presso gli ATM (2,5 euro), alle minori spese di scritturazione delle operazioni (3,2 euro), ai bonifici presso gli sportelli. Ad aumentare è stata soltanto la spesa per i bonifici on line per effetto del maggior numero di operazioni effettuate; l’unico aumento delle commissioni, rinvenibile nelle “altre spese variabili”, è stato bilanciato dalla minore operatività”.

Bankitalia ha aggiunto che, nel 2020, il pagamento dell’imposta di bollo è stata di 17 euro (17,2 euro nel 2019)” e che “includendo questa imposta, la spesa di gestione” è salita a “107,9 euro”.

Conti online: spesa di 21,4 euro, ‘significativamente inferiore’ a conti tradizionali

Notevole la differenza tra la spesa da sostenere per la gestione di un conto corrente ‘tradizionale’ e quella per un conto online.

In quest’ultimo caso, le spese sono diminuite.

“Nel 2020 la spesa di gestione di un conto online è stata pari a 21,4 euro, 1,2 euro in meno rispetto all’anno precedente: analogamente a quanto rilevato per i conti correnti ordinari, sono osservabili due movimenti contrapposti, con aumento delle spese fisse meno pronunciato della corrispondente flessione delle spese variabili. Analogamente ai conti convenzionali, si osserva una diminuzione pressoché generalizzata delle disposizioni effettuate, con l’eccezione dei bonifici on line; al contempo, la spesa per il canone di base, che costituisce un capitolo di spesa rilevante anche per questa classe di conti, è aumentata per effetto della maggiore percentuale di clienti tenuti al pagamento del canone”.

Tuttavia, la differenza è notevole: “La spesa dei conti online si attesta su un livello significativamente inferiore a quello dei conti bancari convenzionali: il divario di spesa, pari a 69,4 euro, deriva principalmente da una struttura tariffaria più conveniente, piuttosto che dalla diversa composizione del paniere di servizi fruiti. La differenza più ampia, pari a 30,9 euro, si ravvisa nella spesa per i canoni di base e dipende da due fattori: la più bassa percentuale di clienti tenuti al pagamento dei canoni (il 47,5 per cento della clientela on line contro il 70 di quella tradizionale); l’inferiore importo del canone di base pari al 31,9 per cento dei conti convenzionali. Anche la più bassa spesa per l’emissione e la gestione delle carte di pagamento discende dai minori canoni. Un profilo tariffario più favorevole si osserva anche nell’ambito delle spese variabili, principalmente per le spese di scritturazione contabile, gratuite nei conti online, i prelevamenti di contante presso gli ATM, i bonifici e i pagamenti automatici”.

Conti correnti postali: spesa gestione pari a 53 euro

A quanto ammontano invece le spese per la gestione di un conto corrente postale?

Anche in questo caso, la spesa è inferiore a quella dei conti correnti convenzionali. Vediamo di quanto:

“Nel 2020 la spesa di gestione di un conto postale è diminuita di 1,2 euro, attestandosi a 53,0 euro. Le dinamiche sottostanti sono sostanzialmente coerenti con quelle descritte per le altre tipologie di conto e sono incardinate sulla riduzione generalizzata dell’operatività, con l’unica eccezione rappresentata, anche in questo caso, dai bonifici on line. Il divario tra i conti postali e quelli ordinari, pari a 37,8 euro, è attribuibile sia alla particolare composizione del paniere di servizi e operazioni sia alla struttura tariffaria. La clientela postale, infatti, fruisce saltuariamente di servizi come la tenuta di dossier titoli che alimentano le ‘altre spese fisse’ (poco più dell’un per cento dei clienti postali contro il 20 per cento dei clienti bancari); anche la percentuale di clienti titolari di almeno una carta di credito è molto più bassa tra i conti postali (il 9 contro il 37 per cento). Persistono, inoltre, apprezzabili differenze anche sotto il profilo tariffario, con riferimento ai canoni di base. Relativamente alle spese variabili, le maggiori differenze sono attribuibili alle spese di scrittura delle operazioni effettuate allo sportello, sostanzialmente gratuite per i conti postali, alle minori spese per i pagamenti automatici e per i prelievi ATM”.