Finanza Notizie Italia Bufera su Saipem (-25% in Borsa): scatta allarme conti 2021, ritirata guidance. Contatti con banche, Eni e Cdp

Bufera su Saipem (-25% in Borsa): scatta allarme conti 2021, ritirata guidance. Contatti con banche, Eni e Cdp

Si abbatte una nuova bufera per Saipem. Il titolo del big italiano attivo nei servizi petroliferi ha iniziato la seduta in profondo rosso (l’azione ha aperto a quasi -25% e poco prima delle 10 è in asta di volatilità) dopo l’allarme conti 2021. Saipem ha, infatti, annunciato stamattina di avere rivisto il backlog e ritirato l’outlook per il 2021 presentato lo scorso 28 ottobre in scia ai conti peggiori delle attese in termini di ricavi ed Ebitda.

“La notizia ha chiaramente risvolti negativi per il titolo. In via molto preliminare, ipotizzando un rafforzamento patrimoniale da 1 miliardo di euro il debito netto/Ebitda scenderebbe nell’esercizio 2023-24 a 1,6 volte-1,1 volte (da 2,9 volte-2,3 volte), ma diversi sono i fattori che possono influenzare l`ammontare”. Lo scrivono gli analisti di Equita che confermano la raccomandazione hold (tenere in portafoglio) su Saipem, con target price a 1,75 euro.

Le ragioni? Saipem ha spiegato che la backlog review avviata dal management in previsione della consuntivazione dei risultati dell’andamento delle commesse acquisite negli anni scorsi, ha evidenziato, a causa del perdurare del contesto della pandemia, dell’aumento, attuale e prospettico, dei costi delle materie prime e della logistica, un significativo deterioramento dei margini economici a vita intera di alcuni progetti relativi all’E&C Onshore e all’Offshore wind con conseguente effetto, in applicazione dei principi contabili internazionali, sui risultati economici consolidati di Saipem”, si legge in una nota della società.

Saipem ha avviato contatti preliminari con gli azionisti che esercitano il controllo congiunto sulla società, Eni e CDP Industria, al fine di verificare anche la loro disponibilità a partecipare a una tempestiva e adeguata manovra finanziaria. “In ragione di quanto precede, il consiglio di amministrazione ha deliberato di ritirare gli outlook annunciati il 28 ottobre 2021 – si legge ancora nel comunicato -. Il cda, una volta completati e approvati, nel più breve tempo possibile, i dati di preconsuntivo civilistico e consolidato, procederà alla convocazione dell’assemblea degli azionisti per gli opportuni provvedimenti ai sensi di legge”.

Il profit warning, indicazioni su Ebitda e ricavi
Saipem si attende un Ebitda adjusted consolidato del secondo semestre 2021 in riduzione di circa 1 miliardo di euro rispetto all’outlook di un Ebitda rettificato consolidato positivo e una contrazione dei ricavi consolidati del secondo semestre 2021 da 4,5 miliardi di euro a 3,5 miliardi, con i capex per circa 0,16 miliardi rispetto all’outlook di circa 0,25 miliardi per il secondo semestre 2021. Dovrebbe invece risultare in miglioramento la posizione finanziaria netta a fine 2021, pari a circa 1,5 miliardi contro l’outlook di circa 1,7 miliardi. Per effetto di ciò, aggiunge la società, il bilancio civilistico 2021 di Saipem è previsto chiudersi con perdite superiori al terzo del capitale sociale, integrando i presupposti previsti dall’art. 2446 del codice civile.

La view degli analisti
Il consensus degli analisti su Bloomberg indica per Saipem il 14,3% di giudizi buy e il 57,1% Hold, mentre il 28,6% è posizionato sul Sell.

Il punto tecnico su Saipem (a cura di Simone Borghi)


Quadro grafico compromesso per Saipem con gli operatori che hanno chiaramente confermato il sentiment negativo. Il titolo è riuscito a fare prezzo solo dopo circa 20 minuti dall’inizio delle contrattazioni aprendo in calo del 24,5% a 1,46 euro, confermando la rottura della media mobile 200 periodi e della trend line rialzista costruita sui minimi di ottobre 2020 e dicembre 2021. Proseguendo al ribasso, i prossimi supporti si collocano a 1,37 e 1,27 euro, i minimi pluriennali toccati il 28 ottobre 2020. Per il momento al rialzo è sconsigliato operare e si dovrà attendere un forte rimbalzo almeno oltre 1,62 euro per poi aspirare verso le successive resistenze a 1,62 e 1,87 euro.