Finanza Notizie Italia Autostrade: pedaggi diminuiranno se non realizzati gli investimenti, è il nuovo sistema delle tariffe

Autostrade: pedaggi diminuiranno se non realizzati gli investimenti, è il nuovo sistema delle tariffe

Pedaggi autostradali più leggeri e in linea con gli investimenti effettivamente realizzati. E’ il nuovo sistema della tariffe per le autostrade, che dovrebbe entrare in vigore dal 2020. Ma è già polemica. Se da una parte il ministero dei Trasporti lo accoglie positivamente definendolo “una rivoluzione” e le associazione dei consumatori festeggiano accanto agli automobilisti, dall’altra scatta la protesta dei gestori delle autostrade che, riuniti sotto l’associazione Aiscat, si preparano a una battaglia legale.

Cosa stabilisce il nuovo sistema tariffario
L’Autorità di regolazione dei Trasporti (Art) ha rivisto il sistema delle tariffe autostradali di 16 concessionarie che hanno i piani finanziari scaduti (coprono oltre l’80% della rete autostradale nazionale). Le nuove regole puntano ad alleggerire i pedaggi autostradali e a garantire maggiore trasparenza ed efficienza dei costi, attraverso un meccanismo di “price-cap” (prezzo limite) calcolato su indicatori di produttività: la remunerazione sul capitale investito scenderà al 7,09% lordo (o il 6,2% netto) da livelli che oggi superano il 10%. Mettendo fine ai sei diversi sistemi tariffari, che finora regolavano i pedaggi. Non solo. Le tariffe autostradali verranno determinate in base a parametri di efficienza stabiliti dall’Autorità così da incentivare l’effettiva realizzazione dei lavoro promessi, con verifiche annuali e diminuzioni dei pedaggi in caso di mancato rispetto dei tempi. Per le opere già assegnate e avviate non cambierà nulla e continuerà ad essere applicato il “Tasso interno di rendimento” previsto dal sistema tariffario precedente.

Le associazione dei consumatori festeggiano
La decisione dell’Art viene accolta con l’applauso dalle diverse associazione dei consumatori che chiedevano una maggiore trasparenza delle tariffe: “Bene, passo avanti verso la trasparenza – ha commentato Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori – Ora le concessionarie non potranno più inserire voci improprie per giustificare gli aumenti dei pedaggi autostradali e questo avrà effetti positivi per limitare i futuri rincari, in passato troppo spesso autorizzati a casaccio, a fronte di un servizio per niente migliorato”.

Gli fa eco il Codacons: “Finalmente si vincolano gli aumenti delle tariffe autostradali alla realizzazione degli interventi programmati, e si introducono criteri che portano vantaggi agli automobilisti”. L’unico timore è che non scattino proprio in vista dell’esodo estivo gli ultimi rincari. “Ora il ministero dei Trasporti deve chiarire cosa succederà a fine mese ai pedaggi, congelati a gennaio per 6 mesi – ricorda l’Unione Nazionale Consumatori – Non vorremmo che proprio per l’esodo estivo gli italiani si ritrovassero rialzi, magari raddoppiati per compensare il blocco precedente. Sarebbe una beffa”.

I gestori autostradali in rivolta
Dall’altra parte invece i gestori non ci stanno e chiedono un tavolo di confronto al ministero delle Infrastrutture, prima che entri in vigore il suovo sistema, sostenendo di non essere stati coinvolti dall’autorità. Secondo i concessionari, infatti, l’Autorità sarebbe andata oltre il suo mandato nella definizione del sistema tariffario, che le era stato demandato dal decreto Genova. Riuniti sotto l’associazione Aiscat, si dicono pronti ad avviare una pesante controffensiva legale con una valanga di ricorsi al Tar, se non verranno ascoltati.