Assicurazioni: contro le catastrofi il 96% delle aziende si affida a una polizza generica. Chi conosce i CAT Bond?

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Valeria Panigada

3 marzo 2021 - 15:00

MILANO (Finanza.com)

L’Italia, nonostante la forte esposizione a fenomeni geologici e climatici estremi, fa un uso ancora limitato di strumenti assicurativi specializzati a tutela di privati ed aziende, al punto che il Paese vanta il triste primato del maggior deficit di protezione per le calamità naturali in Europa, con solo il 3,2% delle perdite assicurato (dati Swiss RE).

La percezione del rischio, a livello aziendale, in realtà è migliore del previsto. Secondo l’indagine condotta da ANRA, Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali, con l'Università degli Studi di Milano, di Parma e di Firenze, quasi il 62% delle aziende italiane ne ha una buona consapevolezza, ritenendosi esposta a possibili rischi catastrofali. Quattro imprese su dieci, inoltre, si considerano vulnerabili su più fronti, in particolare quelli tipici di un’area idrogeologicamente complessa come terremoti ed alluvioni. Tuttavia è ancora significante (40%) la percentuale di aziende che non ha mai acquistato alcun tipo di copertura per rischi catastrofali, percependo come trascurabili le conseguenze e i danni eventuali derivanti da eventi atmosferici o idrogeologici estremi. Questo evidenzia come non si prenda ancora abbastanza in considerazione un aspetto che sempre più caratterizza lo scenario dell’Italia: l’aumento degli eventi catastrofici dovuti al cambiamento climatico. Non solo. La quasi totalità delle aziende assicurate (96%) si avvale genericamente di una polizza assicurativa all-risk o multirischio e solo una piccola parte adotta coperture più mirate.

Una alternativa alla copertura assicurativa potrebbe essere fonrita dai cosiddetti CAT Bond, (catastrophe bond), uno strumento non ancora diffuso in Italia come invece accade in altri Paesi. I CAT bond sono obbligazioni che svolgono la funzione di trasferire il rischio di un evento catastrofico eccezionale – come un uragano, un terremoto o una pandemia – da un soggetto che li emette ad un altro che viene remunerato per sopportare questo rischio.

Dai dati raccolti, è emersa la scarsa conoscenza di questi strumenti non solo tra le aziende, ma addirittura tra gli operatori del settore assicurativo: fra le società rispondenti attive in tale ambito, la stragrande maggioranza (82%) non è a conoscenza delle caratteristiche dei CAT bond emessi, o dichiara di non poterle divulgare. Quasi la metà degli assicuratori inoltre non ha alcuna familiarità con lo strumento, o lo ritiene complicato da comprendere e di conseguenza da offrire ai clienti.

Ma i CAT bond rappresentano una risposta efficace al bisogno di copertura per i rischi catastrofali delle aziende italiane? Dal punto di vista finanziario, rispetto alle coperture assicurative, essi garantiscono importanti vantaggi economici. Tuttavia, è ancora necessario lavorare sul metodo di determinazione del pricing e sulla sua trasparenza nei confronti delle aziende clienti. In Italia, inoltre, esistono dei vincoli giuridici che possono giustificare il limite sia alla domanda che all’offerta di obbligazioni CAT come possibile alternativa alle coperture assicurative, e nello specifico l’indagine evidenzia la mancanza di forme contrattuali standard e linee guida che potrebbero facilitarne la diffusione.

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