Scheda ETF

Nome: Lyxor FTSE USA Minimum Variance Index UCITS ETF

Dati principali

Nome: Lyxor FTSE USA Minimum Variance Index UCITS ETF
Sottostante: FTSE USA Minimum Variance Index
Mercato di riferimento: Azionario Usa
Emittente: Lyxor
Prospetto Informativo

Valori
Ultimo Valore: 145,94 EUR   Data: 28.4.2021   Massimo (giorno): 145,94   Minimo (giorno): 145,94

Rendimento %
Da inizio anno
3 mesi
6 mesi
12 mesi
36 mesi
  val.
Costi gestione annui 0,20%
Armonizzato
Dividendo distribuito
Data stacco dividendo
Descrizione e commento:
Il Lyxor FTSE USA Minimum Variance Index UCITS ETF permette di investire sull'azionario statunitense con le azioni che vengono selezionate tra quelle che presentano minore volatilità. La modalità di replica è quella sintetica.
Sintesi:
Questo ETF consente di prendere posizione sulle maggiori società statunitensi. Le azioni che vengono selezionate tra quelle che presentano minore volatilità e con delle correlazioni storiche tra titoli abbastanza basse da consentire una riduzione del profilo di rischio.
Indice sottostante:
Il FTSE USA Minimum Variance Index misura i rendimenti delle azioni di società quotate statunitensi che rispondono ai requisiti stabiliti da FTSE; la ponderazione dell’indice, basata sui rendimenti passati, ha come fine di minimizzarne la volatilità. Per essere inclusi nell’indice, i titoli devono essere emessi da soggetti costituiti negli Stati Uniti e quotati esclusivamente negli USA. La composizione dell’Indice è rivista su base semestrale.
Strategia:
Lo strumento si configura come una valida opportunità per investire su titoli statunitensi. La strategia "minimum variance" permette di ridurre ulteriormente la rischiosità dell'investimento andando a selezionare le azioni con minore volatilità e bassa correlazione tra loro.
Fattori di rischio:
L'investitore domestico deve tenere presente l’effetto cambio. Oltre che con riferimento alla denominazione in dollari dello strumento, occorre infatti considerare che le società appartenenti all’indice producono buona parte dei loro ricavi all’estero, e nel caso di un apprezzamento della divisa americana possono risentire di esportazioni statunitensi che diventano meno convenienti per i consumatori mondiali.

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