Netflix: effetto rincari prezzi, crollano nuovi abbonati. Amazon, Disney, Apple & Co. affilano le armi

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Laura Naka Antonelli

18 luglio 2019 - 11:22

MILANO (Finanza.com)

Il colosso americano dei servizi di streaming Netflix paga cara la decisione di aver alzato il costo degli abbonamenti, proprio mentre la competizione nel settore della distribuzione di serie televisive e film tramite Internet si sta facendo più agguerrita. E' la trimestrale pubblicata nella giornata di ieri a certificare il grave errore, secondo diversi analisti di Wall Street, che il gruppo ha commesso.

Numeri alla mano, la società californiana ha reso noto che, nel corso del secondo trimestre terminato a giugno, gli abbonati sono cresciuti di 2,7 milioni. Un risultato pessimo, se si considera che Netflix aveva previsto un aumento degli abbonati, nel trimestre, pari a +5 milioni di unità. Lo scarto, facendo i conti, è di 2,3 milioni di potenziali abbonati che hanno preferito non scegliere il suo servizio.

Immediato l'effetto sul titolo, che è crollato a Wall Street di oltre il 10% dopo la diffusione del bilancio.

In particolare, il gruppo ha perso negli Stati Uniti più di 100.000 abbonati, a fronte della crescita di oltre 300.000 stimata. Difficile non dare ragione agli analisti, che puntano il dito contro i costi più alti imposti dal gigante di Los Gatos.

NETFLIX: AUMENTI DEI PREZZI ANCHE IN ITALIA

Gli aumenti dei prezzi, entrati in vigore all'inizio della primavera, hanno fatto salire il costo dell'abbonamento standard a $12,99 al mese, dai $10,99 precedenti, mentre il costo per il piano basic è aumentato da $7,99 a $8,99.

Alla fine di giugno è arrivata la notizia dei rincari diventati operativi anche in Italia. I prezzi saranno più alti per il piano Standard, dedicato alla visione su due schermi con HD, e anche per il piano Premium con quattro schermi consentiti. Nel caso del piano standard, quindi visione Hd su due dispositivi, il prezzo è stato alzato da 10,99 euro a 11,99 euro, mentre gli abbonati dell'Ultra Hd si sono trovati a versare 15,99 euro invece che 13,99 euro. Il prezzo del piano base è stato lasciato invariato, invece, a 7,99 euro.

Ora, se i rincari in Italia non hanno potuto ancora influire sui risultati di bilancio di Netflix, quelli lanciati in Usa hanno avuto evidentemente un effetto sul trend degli abbonamenti, visto che sono scattati in primavera.

Questo, in un contesto in cui le società rivali come Hulu e Amazon Prime sono determinate a strappare a Netflix importanti quote di mercato. Anche Apple ha intenzione di buttarsi nel business con una propria offerta, attesa per la fine dell'anno. In quest'ultimo caso, dettagli sui prezzi non sono ancora noti.

Si conoscono invece i prezzi dei servizi streaming delle rivali. Disney, per esempio, è pronta a lanciare un servizio che include un ampio archivio di film al prezzo di 6,99 dollari, nel corso dei prossimi mesi. Tra le prossime sfide, ci sarà anche quella di Warner Media, che intende lanciare il servizio HBO Max, nel 2020. Anche in questo caso i costi non sono ancora noti.

Nel caso specifico dell'Italia, ultimamente alcuni siti specializzati hanno reso noto il lancio di Starzplay, che può essere considerato un antipasto di ciò che Apple ha intenzione di offrire in futuro.

Per ora l'offerta è piuttosto striminzita: gli utenti possono guardare un numero limitato di film e serie televisive a 4,99 euro al mese, con una settimana di prova gratuita. StarzPlay è utilizzabile solo attraverso la app Apple Tv.

Tornando a Netflix, il presidente e AD Reed Hastings non ha riconosciuto la minaccia crescente rappresentata dalla maggiore competizione nel settore in cui Netflix opera. Non in termini di impatto sui risultati del secondo trimestre, per lo meno.

"Non crediamo che la competizione sia stata un fattore (che ha influenzato i risultati), visto che non c'è stato alcun cambiamento significativo nel panorama competitivo nel corso del secondo trimestre", ha detto, facendo notare tra l'altro che la crescita degli abbonati del primo trimestre è stata così forte, pari a +9,6 milioni, da aver probabilmente inciso sul rallentamento del secondo trimestre.

Netflix ha terminato il secondo trimestre con 151,6 milioni di abbonamenti in tutto il mondo.

Guardando alle altre poste dei risultati di bilancio, l'utile per azione di Netflix si è attestato a 60 centesimi, meglio dei 56 centesimi per azione attesi dal consensus di Refinitiv. Complessivamente, l'utile netto è però sceso a 270,7 milioni di dollari dai 384,3 milioni nel secondo trimestre dell'anno precedente.

Il fatturato di Netflix è stato di $4,92 miliardi, contro i $4,93 miliardi stimati, in crescita del 26% su base annua, rispetto ai 3,91 miliardi dello stesso periodo del 2018.

 

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