Bank of England sfida Omicron con shock rialzo tassi: paura inflazione e alert Fmi hanno la meglio

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Laura Naka Antonelli

16 dicembre 2021 - 13:20


MILANO (Finanza.com)

Considerando anche - o soprattutto? - l'alert arrivato pochi giorni fa dallo stesso FMI, forse un rialzo dei tassi di interesse in UK, oggi, era ormai inevitabile. La Bank of England ha annunciato di aver alzato i tassi per la prima volta dall'inizio della pandemia Covid-19, nonostante l'intensificarsi dei timori sulla diffusione della variante Omicron. La Commissione di politica monetaria della BoE (MPC), ha votato per aumentare i tassi dal minimo storico dello 0,1% allo 0,25%, ritenendo che le pressioni rialziste sull'inflazione siano superiori ai rischi all'economia derivanti dalla nuova variante. D'altronde, proprio ieri il dato ufficiale relativo all'inflazione UK misurato dall'indice dei prezzi al consumo ha indicato un balzo, a novembre, del 5,1%, sulla scia del boom dei prezzi energetici e delle strozzature che stanno colpendo l'economia. Il target di inflazione della Bank of England è pari al 2%.

Due giorni fa un avvertimento contro il rischio di un nulla di fatto sui tassi da parte della Bank of England era arrivato dal Fondo Monetario Internazionale.

L'Fmi aveva avvertito la BoE di non rimanere inerte di fronte al balzo dei prezzi visto che, secondo le stime dell'istituzione di Washington, l'inflazione UK toccherà probabilmente il record degli ultimi 30 anni l'anno prossimo, volando al 5,5%.

La Bank of England aveva già comunicato l'intenzione di aumentare i tassi di interesse, per riportare l'inflazione misurata dall'indice dei prezzi al consumo al 2%.

Tuttavia, nelle ultime sessioni, molti economisti avevano predetto che la BoE avrebbe potuto decidere di posticipare di nuovo la stretta monetaria, visti i timori sulle conseguenze economiche della variante Omicron.

Il rialzo odierno dei tassi è stato votato da una maggioranza di esponenti della Commissione di politica monetaria di 8 a 1, mentre tutti i 9 esponenti hanno deciso all'unanimità di mantenere invariato il programma di quantitative easing a 895 miliardi di sterline.

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