Notiziario Notizie Germania Bce rimanderà a ottobre l’annuncio sul tapering, il super euro spaventa Draghi & co.

Bce rimanderà a ottobre l’annuncio sul tapering, il super euro spaventa Draghi & co.

Settimana prossima la Bce con ogni probabilità posticiperà ogni discussione sul tapering alla riunione successiva di ottobre. Se fino a qualche settimana fa il consensus era abbastanza allineato nell’attendersi un annuncio della Bce relativo alla riduzione graduale degli acquisti di asset, ora lo scenario appare molto diverso complice in primo luogo il nuovo scatto dell’euro arrivato ai massimi a 2 anni e mezzo contro il dollaro in area 1,20. Movimento pronunciato dell’euro (+13% rispetto ai livelli di fine 2016) che stando alle ultime indiscrezioni avrebbe alimentato le preoccupazioni di alcuni membri BCE per i possibili contraccolpi sulla congiuntura europea di un eccessivo apprezzamento dell’euro.
Pertanto giovedì 7 settembre niente discussione sul tapering con l’ultimo sondaggio Reuters condotto tra il 28 e il 31 agosto che vede solo 15 dei 66 esperti interpellati propendere per un annuncio, mentre la stragrande maggioranza (44) vede l’annuncio arrivare nel prossimo meeting di ottobre e solo cinque indicano un rinvio fino a dicembre.
L’opinione più diffusa è che l’istituto guidato da Mario Draghi propenderà per un’estensione del QE anche al 2018 accompagnato da una riduzione degli acquisti mensili rispetto ai 60 miliardi di euro attuali. La maggior parte ritiene che inizialmente si andrà verso una riduzione a 40 miliardi di euro al mese.

La giravolta dell’euro e i suoi effetti
Se a fine 2016 la divisa unica europea viaggiava sui minimi ultra-decennali a 1,03, questa settimana l’euro si è spinto fino a 1,20 (massimi da gennaio 2015) con un apprezzamento di ben il 13%. Le implicazioni del super euro possono essere molteplici e la Bce deve monitorare soprattutto quelli sull’inflazione, che staziona ancora sotto il target Bce nonostante lo scatto di agosto (+1,5% annuo ad agosto).

Gli analisti di Barclays stimano che il +9% dell’inflazione degli ultimi sei mesi andranno a impattare negativamente dello 0,3% null’inflazione nei prossimi 12 mesi. “Supponendo nessun ulteriore apprezzamento dell’euro, si prevede l’inflazione core al 1,2% medio nel 2018”, rimarca Barclays in un report dedicato proprio agli effetti dell’apprezzamento della divisa unica europea. La crescita invece si dovrebbe mantenere molto sostenuta al 2% medio nel 2017-18. “La maggior parte della crescita – specifica Barclays – proverrà da componenti della domanda interna e circa un terzo di essa da investimenti. Il contributo delle esportazioni nette sarà significativo quest’anno (+0,5pp), ma minore nel 2018 (+0,2pp)”.

Verso tapering molto graduale
La casa d’affari britannica vede la BCE estendere il QE inizialmente fino a metà 2018 (attualmente la scadenza è prevista per fine 2017) riducendo il ritmo degli acquisti a 35-40 mld al mese. Poi nel 2018 la Bce dovrebbe portare avanti un’ulteriore estensione del QE ad un ritmo di 15-20 mld per tutta la seconda metà dell’anno quando potrebbe decidere anche per un paio di aumenti del tasso sui depositi (+10 punti base a giugno e a dicembre). In sintesi, per tutto 2018 ci saranno ancora QE e tassi negativi.