Huawei supera Samsung ed Apple e diventa primo colosso smartphone al mondo. Ma sanzioni Usa peseranno

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Laura Naka Antonelli

30 luglio 2020 - 09:23

MILANO (Finanza.com)

Indubbiamente una grande vittoria per la Cina. Nel secondo trimestre di quest'anno, Huawei ha superato Samsung ed Apple nella classifica dei colossi di smartphone, stilata tenendo in considerazione i dati sulle vendite. E' quanto emerge da un'analisi condotta dalla società di ricerca Canalys e pubblicata sul sito della Cnbc.

Il colosso cinese finito più volte nel mirino delle autorità di regolamentazione Usa, ed entrato nel pieno della guerra commerciale anche nella black list del dipartimento del Commercio degli States, ha consegnato nel periodo compreso tra aprile e giugno 55,8 milioni di smartphone, in ribasso del 5% su base annua, ma a un livello superiore rispetto a quello della rivale sudcoreana Samsung, che ne ha venduti 53,7 milioni, soffrendo un tonfo del 30% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Più del 70% degli smartphone venduti da Huawei è stato consegnato in Cina. E' la prima volta, nella sua storia, che Huawei si aggiudica la prima posizione nelle vendite globali degli smartphone. Tuttavia, le sanzioni imposte contro il gigante da Donald Trump hanno provocato il tonfo delle vendite nei mercati esteri pari, nel complesso, a -27% su base annua.

In Europa, in particolare, mercato chiave di Huawei, la quota di mercato  è scesa nel secondo trimestre in misura significativa, al 16% rispetto al 22% dello stesso periodo del 2019 (dati Counterpoint Rsearch). Il gruppo rimane il terzo maggiore produttore di smartphone in Europa dietro Samsung ed Apple.

Sempre a causa delle sanzioni americane, gli analisti ritengono che il sorpasso di Samsung  da parte di Huawei non sia sostenibile.

In un comunicato stampa Mo Jia, analista di Canalys, ha spiegato, di fatto, che "sarà difficile per Huawei riuscire a mantenere la leadership nel lungo periodo. I suoi principali partner di mercati chiave - come l'Europa - sono sempre più prudenti nei confronti dei suoi prodotti, acquistando meno modelli e introducendo nuovi marchi al fine di ridurre il rischio".

E il punto "è che la Cina, da sola, non riuscirà a garantire che Huawei rimanga al primo posto, una volta che l'economia globale inizierà a riprendersi" dalla crisi del COVID-19.

L'inserimento di Huawei nella black list americana comporta per il gruppo diversi limiti all'accesso alla tecnologia americana. Ciò significa, per esempio, che Huawei non può utilizzare Android di Google sugli ultimi suoi dispositivi. E se questa limitazione non comporta gravi conseguenze in Cina, dove tra l'altro gli stessi servizi di Google, inclusa Gmail, sono bloccati, nei mercati internazionali non disporre di Android è un grande problema.

E' per questo motivo, anche, che le stesse rivali cinesi di Huawei sono riuscite a incrementare le loro quote di mercato in Europa. Come Xiaomi, che ha visto la quota di mercato salire nell'area dal 6% del secondo trimestre del 2019 al 13% del secondo trimestre di quest'anno, stando ai dati resi noti da Counterpoint.

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