Outlook Europa 2019: la Francia crescerà con più slancio della Germania. In Italia ci sarà "un'espansione contenuta"

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Gloria Valdonio

29 febbraio 2016 - 08:30

MILANO (Finanza.com)

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Goldman Sachs ha riformulato il Pil europeo fino al 2019, una revisione che implica un piccolo pick-up di crescita sequenziale. In particolare l'area euro è vista in recupero dell’1,4% nel 2016 (contro un consenso attuale dell’1,7%), dell’1,5% nel 2017, dell’1,6% nel 2018 e ancora dell’1,6% nel 2019. Quanto ai Paesi europei non-euro, l’outlook è di una crescita abbastanza buona per Svezia e Regno Unito (ipotesi Brexit esclusa), una crescita moderata per la Norvegia e decisamente più mediocre per la Svizzera.

Paesi core

Le previsioni relative al Pil in Germania sono di una crescita in linea con quella registrata nel 2015, circa l’1,5%. Quanto alla Francia, cresciuta dell’1,1% nel 2015, Goldman Sachs ritiene che, mentre l'economia continua a essere frenata da un processo di riforma in corso, il Pil crescerà in linea con la media dell'area euro nel 2016 e 2017, per poi superarla nel 2018 e nel 2019. "Riteniamo - spiegano gli analisti - che la crescita economica della Francia supererà quella della Germania nei prossimi anni, come riflesso di un tasso potenziale più elevato”.

Paesi periferici

Nella zona periferica dell’area euro, spicca il Pil della Spagna, aumentato del 3,2% nel 2015 ma, dati gli elevati livelli di disoccupazione, Goldman Sachs ritiene che non ci siano le condizioni affinché Madrid possa continuare a superare le altre economie dell’area. "Una delle lezioni dall'esperienza spagnola (e anche irlandese) negli ultimi due anni – commentano gli analisti - è che, una volta che la ripresa dei Paesi più colpiti durante la crisi prende il via, il rimbalzo può essere molto forte. Anche per questo motivo, ci aspettiamo che la crescita in Italia migliorerà, ma riteniamo anche che, a causa della minore crescita potenziale del Pil, il ritmo di espansione sarà più lento della media”. 

Area non euro

Goldman Sachs è poi ottimista sulle prospettive di crescita del Regno Unito: +2,5% contro un consenso di +2,3%. "Con il calo dei prezzi dell'energia e un graduale aumento dei salari nominali, ci aspettiamo una forte crescita dei consumi privati – dice Goldman Sachs - Tuttavia, la possibilità di un’uscita del Regno Unito dall'Ue costituisce una minaccia a queste previsioni, con la possibilità di un significativo rallentamento in caso di un voto positivo”. Anche la Svezia raccoglierà i vantaggi del "cheap oil”. In seguito a una crescita stimata del 3,4% nel 2015, gli analisti di Goldman Sachs prevedono che la produzione economica possa crescere di un altro 3,5% nel 2016 (contro un consenso di +3,2%) e del 3,1% nel 2017. "In comune con l'area euro, la Svezia beneficia degli effetti combinati del prezzo del petrolio e di un debole tasso di cambio ponderato su base commerciale”, è il commento degli analisti. Positivo, ma più attenuato, l’outlook sulla Norvegia, anch’essa alle prese con l’effetto combinato debolezza del petrolio-debolezza della corona norvegese: la previsione è che le attività in terraferma (cioè escluso il settore petrolifero e del gas) crescano dell’1,1% nel 2016 (contro un consenso dell’1,5%) e del 2,3% nel 2017. Infine la Svizzera: dopo una crescita stimata dello 0,7% nel 2015, le previsioni sono di un’espansione dell’1,5% nel 2016 (in linea con il consenso) e dell’1,6% nel 2017. "Il forte apprezzamento del franco svizzero a seguito della decisione della Banca nazionale svizzera di abbandonare il tasso di cambio nei confronti dell'euro ha avuto un effetto negativo sulla crescita nel 2015. Ci aspettiamo che questo effetto svanisca nei prossimi mesi”. 

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