Nuova sorpresa dalla Bce di Draghi: il QE è salvo, ma non c'è più "senso di urgenza"

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Laura Naka Antonelli

9 marzo 2017 - 16:15


MILANO (Finanza.com)

Mario Draghi ha rassicurato i mercati per l'ennesima volta sottolineando, nel corso della conferenza stampa successiva all'annuncio della Bce di lasciare i tassi invariati, che la flebo del Quantitative easing continuerà ad alimentare i mercati e l'economia dell'Eurozona. Tuttavia le reazioni sono state sospette: l'euro è balzato al massimo intraday superando la soglia di $1,06, e i tassi sui Bund tedeschi a scadenza decennale sono volati di quasi +14%, allo 0,42%.

Un motivo è da ravvisare sicuramente nelle nuove stime sul Pil e sull'inflazione dell'Eurozona che sono state diffuse dallo staff della Bce. Per il 2017, ora la Banca centrale europea prevede una crescita delle pressioni inflazionistiche al tasso dell'1,7%, rispetto al +1,3% stimato a dicembre; per il 2018, le previsioni sono state portate dall'1,5% all'1,6%, mentre per il 2019 l'outlook è rimasto invariato all'1,7%.

Sul fronte Pil, per il 2017 c'è stata una revisione al rialzo dall'1,7% all'1,8%, e per il 2018 un'altra dall'1,6% all'1,7%. Per il 2019, invece, le stime sul Pil dell'area euro sono state lasciate invariate a +1,6%.

Ma non sono state soltanto le revisioni al rialzo di Pil e inflazione a confondere gli investitori. Da un lato, Mario Draghi ha parlato di un rafforzamento delle prospettive di crescita dell'Eurozona, sottolineando che non esiste più il rischio di deflazione. Dall'altro lato, il banchiere ha anche avvertito che i rischi sono ancora "al ribasso", legati in modo "predominante a fattori globali". Ribadita inoltre l'intenzione da parte della Bce di espandere il piano QE, di acquisto dei bond, nel caso in cui l'outlook dovesse peggiorare. 

La doccia fredda è arrivata quando i mercati hanno notato la scomparsa di una frase cruciale dal comunicato della Bce: si tratta della frase con cui la Bce aveva promesso che avrebbe utilizzato "tutti gli strumenti a sua disposizione", se necessario, per centrare i suoi obiettivi. Esattamente, della frase "all the instruments at its disposal". Draghi ha spiegato che tale frase è stata cancellata, in quanto è venuto a mancare quel "senso di urgenza" con cui la Bce aveva agito in passato.

La reazione è stata immediata soprattutto sul mercato dei Bund tedeschi, con i decennali che hanno puntato prontamente verso l'alto. Ma anche l'euro si è ulteriormente rafforzato, superando la soglia di $1,06, con gli operatori di mercato che hanno iniziato a chiedersi se per caso la rimozione di quelle parole significhi che Draghi continuerà a sostenere i mercati solo con il Quantitative easing, e non, come promesso in precedenza, con un taglio ulteriore dei tassi. La mancata rassicurazione ha riportato sui mercati lo spettro del tapering, a dispetto dell'esordio "accomodante" del numero uno della Bce. 

Diversi analisti hanno commentato l'apparente contraddizione ravvisata nelle parole di Draghi con il timore che la Bce ha nei confronti delle elezioni in Europa, che si terranno quest'anno nell'ordine in Olanda, in Francia e in Germania. Particolarmente forti sono le preoccupazioni, sui mercati, che a vincere la corsa all'Eliseo sia Marine Le Pen, la leader del Front National che non ha risparmiato dichiarazioni forti, sulla possibilità che la Francia lasci l'euro, o che magari, si introduca un nuovo franco con un rapporto di parità 1 a 1 sulla moneta unica.

Draghi ha risposto inoltre con il silenzio alla domanda se la Bce deciderà di alzare i tassi di interesse prima della fine del QE (che è stato esteso fino alla fine del 2017).  In precedenza, era stato lui stesso ad affermare che l'adozione di una eventuale manovra restrittiva non sarebbe avvenuta prima della conclusione del piano di Quantitative-easing.

 

 

 

 

 

 

 

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