Guerra valute: SNB vittima dell'imminente QE della Bce, abbandono floor fa tremare Zurigo

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Titta Ferraro

16 gennaio 2015 - 10:43

MILANO (Finanza.com)

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div>La guerra delle valute ha fatto ieri una vittima eccellete. La potente Swiss National Bank (SNB) ha dovuto alzare bandiera bianca ponendo fine all’era del floor (livello minimo tollerato) a 1,20 per il cambio euro/franco presente dal settembre 2011. Una mossa che ha scosso la Borsa di Zurigo che ha ceduto oltre l'8% (oggi segna un ulteriore -3% circa) sui timori che il forte apprezzamento del franco svizzero si ripercuota sull'export del paese. ieri il ceo di Swatch, Nick Hayek, ha parlato di uno "tsunami" per l'industria dell'export, per il turismo e per l'intero Paese. Gli analisti vedono oltre a un rallentamento della crescita del paese, anche il forte rischio di caduta in deflazione. 

Mantenimento floor era divenuto insostenibile complice azione Bce 
L'abbandono del floor è arrivato esattamente 7 giorni prima dell'attesissimo meeting della Bce che con ogni probabilità segnerà il via libera al QE su larga scala con l'acquisto anche di titoli di Stato. La SNB ha di fatto deciso di anticipare la Bce per evitare di incorrere nel rischio di non riuscire a difendere il floor se effettivamente la Bce varerà un piano aggressivo di acquisto asset. 
La SNB è stata uno dei più grandi acquirenti di euro, principalmente in obbligazioni denominate in euro. "La politica monetaria espansiva della Banca Centrale Europea stava rendendo questa politica sempre più insostenibile, esponendo le riserve valutarie della Svizzera a rischi enormi", rimarca Dirk Aufderheide, chief currency strategist active di Deutsche Asset & Wealth Management (Deutsche AWM). Anche gli analisti di Ig rimarcano come la SNB ha deciso di anticipare la Bce per evitare l'eventualità di un fallimento della difesa del floor il prossimo 22 gennaio.

Parità con l’euro fa tremare esportatori, SNB potrebbe essere costretta a nuovi interventi 
La svolta annunciata dalla Swiss National Bank ha fatto impennare il franco svizzero con cross euro/chf sceso fino ad area 0,85 (nuovi minimi storici) per poi riassestarsi poco sopra la parità. Rafforzamento a doppia cifra della valuta che rischia di mettere in ginocchio l’economia elvetica. "Circa il 50% delle esportazioni svizzere è diretto verso l’Eurozona - rimarca Bart Van Craeynest, capo economista di Petercam, - Gli esportatori svizzeri probabilmente non saranno in grado di affrontare un rafforzamento così significativo della divisa nazionale. Se il franco dovesse nuovamente testare la parità contro l’euro, la SNB sarà obbligata a intervenire di nuovo per limitare il rafforzamento della valuta elvetica”.

Cap aveva gonfiato economia e mercato immobiliare
Guardando più ai risvolti di lungo periodo, la decisione della Swiss National Bank (SNB) può essere considerata come "razionale” e a tutela della crescita della Svizzera e delle sue aspettative di inflazione a lungo termine. "La Banca Nazionale Svizzera ha di fatto riconosciuto che il ciclo economico deve seguire il suo corso e che l’artificiale debolezza del CHF ha avuto come conseguenza indiretta quella di gonfiare un mercato immobiliare già forte", sottolinea Steen Jakobsen, chief economist di Saxo Bank. Secondo Jakobsen la Svizzera sta inviando un forte segnale a paesi come il Giappone che la via da seguire per raggiungere una prosperità di lungo termine è quella di permettere al mercato di fissare il tasso di cambio.
Gli analisti di Ubs hanno tagliato con decisione le stime sull’economia svizzera vedendo quest’anno un limitato +0,5% rispetto al +1,8% stimato in precedenza. Le ultime stime del governo elvetico vedevano il Pil accelerare quest’anno a +2,1% dal +1,8% con cui dovrebbe aver chiuso il 2014. 

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