Bce-Day: è attesa per bacchetta magica Draghi. C'è chi scommette su Bce aspira-tutto, anche azioni e bond banche

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Laura Naka Antonelli

12 settembre 2019 - 09:45

MILANO (Finanza.com)

Il Bce-Day è arrivato: oggi, giovedì 12 settembre, Mario Draghi tornerà protagonista con quello che potrebbe essere l'ultimo atto super dovish della sua presidenza presso l'Eurotower. Il 31 ottobre, scadrà infatti il mandato del banchiere centrale Whatever It Takes: il banchiere che ha davvero fatto di tutto pur di risollevare i fondamentali dell'economia dell'Eurozona, e il banchiere che ha ribadito diverse volte la volontà di fare il possibile per mettere in sicurezza l'euro, moneta da lui definita "irreversibile".

Mario Draghi è noto per la sua capacità di sorprendere i mercati con le sue novità e le sue decisioni di politica monetaria rivoluzionarie. Ma, stavolta, riuscirà davvero a soddisfare le richieste, fin troppo esose, che gli arrivano dai mercati?

Tra l'altro, come è stato fatto notare da alcuni banchieri, con qualcuno che ha fatto anche qualche mea culpa, in questi ultimi anni sono stati spesso i mercati a dettare legge. La Bce ha mostrato spesso e volentieri il suo lato più conciliante, offrendo ai mercati i suoi numerosi regali su un piatto d'argento. E, per qualcuno, un tale approccio sarebbe stato esagerato.

Detto questo, non si non escludono shock positivi dagli annunci di Draghi.

Frederik Ducrozet di Pictet Asset Management, per esempio, sottolinea che Draghi potrebbe alla fine anche decidere di fare quello che la Bank of Japan fa da tempo, ovvero acquistare i titoli azionari. Come? Rendendo il QE uno strumento con cui acquistare non solo bond sovrani e corporate bond, ma anche, per l'appunto, azioni. O, magari, obbligazioni senior emesse dalle banche. Un'altra grande sorpresa, aggiunge Ducrozet, potrebbe essere quella di avviare cambiamenti radicali ai parametri del QE, rimuovendo per esempio la regola del capital key.

In generale, gli investitori stanno scommettendo su una nuova ondata di liquidità, su un nuovo bazooka monetario fatto di diversi componenti: taglio dei tassi sui depositi (già negativi a -0,40%), sistema tiering, lancio di un nuovo QE, condizioni più favorevoli alle banche con le nuove operazioni di TLTRO, modifiche alla forward guidance. Di tutto e di più, insomma.

Ad alimentare le aspettative sono anche gli outlook dei vari analisti.

Giuseppe Sersale, strategist di Anthilia Capital Partners Sgr, ritieneche oggi arriverà un "pacchetto di misure abbastanza completo, contenente un taglio di 10 bps del depo rate a -0,5%, con un tiering per attenuarne l'impatto sulle banche". "Sarebbero possibili 20 bps ma siccome lo spazio sui tassi è agli sgoccioli, e comunque gli effetti collaterali negativi per esistono, il Governing Council potrebbe optare per dosi ridotte e scadenzate".

Sersale dice la sua anche riguardo al nodo del Quantitative easing, che alcuni iniziano a dare in forse o comunque non scontato. (a fronte di chi, invece, come Ducrozet, non esclude un QE potenziato).

Non per niente Gero Jung, responsabile conomista di Mirabaud AM, nel citare alcune indiscrezioni arrivate proprio da Francoforte, ha parlato della possibilità di un "ritorno ritardato" al QE.

Qualcuno, come Ashoka Mody, autore del libro, ha anche lanciato un alert su una Bce troppo dovish, avvertendo che gli stimoli monetari in versione Big Bang potrebbero alla fine confermarsi pericolosi per la stessa stabilità del sistema finanziario.

Mody ha parlato chiaramente del rischio di un addio pericoloso di Draghi, facendo riferimento alla sua imminente uscita di scena. Tra i pericoli, quello di tagliare ulteriormente i tassi sui depositi, in un contesto in cui la redditività delle banche sta facendo chiaramente fatica ad accettare la nuova era dei tassi sotto lo zero.

La stessa Abi è scesa in campo, con una lettera firmata tra gli altri dal numero uno dell'associazione Antonio Patuelli. "Le banche operanti in Italia - si legge nella missiva - desiderano rappresentare la necessità che la prosecuzione di una politica monetaria altamente accomodante sia accompagnata da misure che ne mitighino gli effetti negativi sulla redditività delle banche, quali, ad esempio, un sistema a più livelli per la remunerazione delle riserve detenute presso la Bce". E' stato messo inoltre in evidenza che le "misure regolamentari, pur nel condivisibile obiettivo di aumentare la stabilità del settore bancario, riducono fortemente la capacità di erogare credito soprattutto alle imprese di più piccole dimensioni e che maggiormente soffrono nelle fasi di ciclo economico negativo".

Il pressing su Mario Draghi e sulla necessità che sfoderi una bacchetta magica efficiente è comunque forte. "Vietato deludere", è il messaggio lanciato da Aneeka Gupta, Associate Director, Research, WisdomTree che prevede che la Bce potrebbe annunciare tra qualche ora un QE per 45 miliardi di euro nei prossimi 18 mesi, per un pacchetto complessivo di 810 miliardi di euro, insieme ad una riduzione del tasso di interesse sui depositi presso la Banca Centrale di 20 punti base a -0,60%.

Attenzione anche alle tre grandi sorprese che potranno arrivare oggi, secondo gli esperti di Barclays Research.

E così si legge nella nota macro flash di stamattina arrivata dagli analisti di Intesa SanPaolo:

"Il consiglio direttivo della BCE dovrebbe annunciare una revisione delle sue previsioni macroeconomiche e, in connessione a quest'ultima, un nuovo "pacchetto" di misure espansive. La mancanza di segnali di riaccelerazione significa che lo scenario di medio termine per l'inflazione continuerà a restare al di sotto dell'obiettivo; ciò rende inevitabile l'annuncio di nuove misure di stimolo, come segnalato dal consiglio. Come minimo, il tasso sui depositi dovrebbe essere tagliato di 10pb o forse anche 20pb, a -0,6%; invece non ci aspettiamo modifiche al tasso sulle operazioni principali di rifinanziamento, che rimarrebbe così a zero".

Ancora gli analisti di Intesa:

"Non è chiaro quali altre misure godano di sufficiente consenso per essere approvate già il 12 settembre: nelle ultime settimane è emerso che diversi membri del consiglio, incluso almeno un membro del comitato esecutivo (Lautenschläger) non sono d'accordo a riavviare gli acquisti netti dell'APP in assenza di rischi di deflazione, che è l'unico altro strumento importante rimasto nella cassetta degli attrezzi. Weidmann (Bundesbank) è stato anche molto esplicito nel segnalare la propria opposizione anche a un allentamento preventivo dei vincoli dell'APP. Altre misure meno controverse che potrebbero entrare nel pacchetto sono modifiche alle condizioni delle TLTRO III, per renderle più appetibili, e nuove modifiche alla forward guidance sui tassi ufficiali, che ora prevede un easing bias fino a metà 2020. Una revisione al rialzo dell'obiettivo di inflazione, invece, sarebbe poco credibile in un contesto in cui la banca centrale non riesce neppure ad avvicinare l'obiettivo attuale".

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