Finanza Notizie Italia Mps, oggi il piano Lovaglio con aumento capitale da 2,5 mld e maxi piano esodi

Mps, oggi il piano Lovaglio con aumento capitale da 2,5 mld e maxi piano esodi

Arriva oggi, giovedì 23 giugno 2022, finalmente l’Mps Day, il giorno in cui la banca senese il cui 64% è (ancora) nelle mani dello Stato, guidata dal neo ceo Luigi Lovaglio, presenterà il suo piano di rilancio, imperniato su un aumento di capitale da 2,5 miliardi di euro e su, così riportano diverse indiscrezioni stampa, 4.000-5000 esodi. Questo, mentre il nome Monte dei Paschi di Siena è risuonato più volte, negli ultimi giorni, e anche nella giornata di ieri, quando il vicepresidente di Crédit Agricole, Xavier Musca, nella conferenza stampa con cui è avvenuta la presentazione del piano al 2025 del gruppo francese, ha affossato le speranze di chi vedeva in Crédit Agricole un possibile cavaliere bianco, pronto a salvare Mps dopo l’operazione di ricapitalizzazione in vista. Un’operazione di M&A con Monte dei Paschi “non è all’ordine del giorno”, ha detto Musca, rincarando la dose – Il tema non è all’ordine del giorno, al momento la questione non si pone”.

Credit Agricole non ha nascosto in ogni caso di avere mire in Italia, e non necessariamente in Banco BPM, visto che, ha detto chiaro e tondo il vice direttore generale Jerome Grivet, la banca francese rimane “sotto la soglia del 10%” di Banco BPM e non ha “sollecitato l’autorizzazione della Bce” per aumentare la propria partecipazione.

Mire di Credit Agricole a parte, i mercati (ma anche i contribuenti e i sindacati) aspettano al varco il piano di Mps targato Lovaglio.

Stamattina il Monte ha diramato un comunicato confermando le indiscrezioni delle ultime settimane, relative all’importo dell’aumento di capitale: la cifra sarà di 2,5 miliardi di euro . Riunitosi nella giornata di ieri sotto la presidenza di Patrizia Grieco, nell’ambito delle iniziative del ‘Piano Strategico di Gruppo 2022-2026’, il cda del Monte dei Paschi ha preso anche atto della disponibilità del MEF, titolare di una partecipazione pari al 64,23% del capitale sociale della Banca, a ‘supportare le iniziative sul capitale che la Banca assumerà per il rafforzamento patrimoniale nel quadro del Piano Strategico 2022-2026 per la quota di propria competenza a condizioni di mercato e nel quadro delle prescrizioni che dovessero essere stabilite dalle Autorità di vigilanza e di controllo”. E’ stato inoltre “sottoscritto un accordo di pre-underwriting dell’Aumento di Capitale, a termini e condizioni in linea con la prassi di mercato per operazioni similari, per la sottoscrizione di un accordo di garanzia, relativo alle azioni ordinarie di nuova emissione, eventualmente rimaste inoptate al termine dell’offerta dei diritti inoptati”.

A tal proposito oggi un articolo di MF-Milano Finanza riporta l’indiscrezione secondo cui le merchant bank con cui Mps ha sottoscritto l’accordo di pre-underwriting avrebbero “insistito su alcune condizioni, a partire dal diritto di recedere dalla garanzia in caso di condizioni avverse di mercato (clausola ‘mac’)”.

D’altronde, rimarca il quotidiano finanziario, si tratta di un’offerta “che rappresenta quasi quattro volte la ricapitalizzazione di borsa della società” e comunque l’aumento di capitale si innesta “in una fase di forte volatilità dei mercati”.

Il quotidiano La Stampa parla dell’altro perno attorno a cui dovrebbe ruotare il nuovo piano di Mps firmato Lovaglio: un maxi esodo anticipato di personale, circa 4mila unità, a fine novembre sarà l’elemento caratterizzante del nuovo piano industriale del Monte dei Paschi che il nuovo ad della Banca, Luigi Lovaglio, ha messo a punto con i consulenti di Bain, secondo quanto risulta a organi di stampa”.

E Il Sole 24 Ore, sulla base di indiscrezioni di Radiocor, nel ricordare che quello che si terrà oggi a Siena è il primo evento pubblico di Mps in presenza dopo tre anni, spiega che, “per finanziare l’uscita di una platea di circa 4000 adfdetti, Mps dovrà siglare un accordo con i sindacati e offire un’incentivazione al personale”, nell’ambito di un piano che intende ridurre i costi di un personale che conta 21.000 unità “già dal prossimo gennaio”.

Il fondo esuberi – specifica il quoitidiano di Confindustria -. sarà costruito per accogliere i lavoratori che devono aspettare fino a 7 anni prima di poter accedere alla pensione Inps con un costo per la banca, quindi, superiore a quello stimato in precedenza”