Visco indica la via: lavoro centrale per accelerare la crescita, debito deve scendere

  • rss
  • Dillo su Twitter!
  • Mi piace
  • commenti
  • font +
  • font reset
  • font -
  • stampa

Titta Ferraro

31 maggio 2017 - 11:52


MILANO (Finanza.com)

Agli attuali ritmi di crescita il PIL tornerebbe sui livelli del 2007 nella prima metà del prossimo decennio. Partendo da questa considerazione il governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, sollecita un cambio di marcia per l'Italia che deve partire dalla questione lavoro. "La questione del lavoro è centrale - ha tetto Visco nelle considerazioni finali a margine dell'assemblea annuale di Bankitalia - . Sul piano economico non va vista solo come un problema congiunturale: il potenziale di crescita dell’economia dipende dalla quantità e dalla qualità della forza lavoro e dalla capacità del sistema produttivo di darle un impiego adeguato. Le tendenze demografiche e tecnologiche giocano un ruolo importante, che si accrescerà negli anni a venire".
Nei prossimi trent’anni la popolazione di età compresa tra i 20 e i 69 anni si ridurrà di quasi 7 milioni di unità. La popolazione con oltre 70 anni di età salirà a circa il 30 per cento del totale, con ripercussioni importanti sulla composizione dell’occupazione.

Visco ha sottolineato come lo sviluppo economico del nostro paese è frenato "dalle rigidità del contesto in cui operano le imprese, dalla debole dinamica della produttività, dall’insufficiente tasso di occupazione. Le decisioni di investimento potranno essere incoraggiate dalla prosecuzione dello sforzo di riforma volto a favorire l’attività di impresa. I segnali positivi vanno consolidati. Un numero crescente di aziende considera rilevanti gli incentivi all’acquisto di beni strumentali, rafforzati quest’anno per gli investimenti che incorporano tecnologie digitali avanzate".

Nodo produttività
Visco è poi tornato sul problema legato alla produittività: "Il sistema economico italiano, molta parte del quale è in grave ritardo nell’adozione delle nuove tecnologie, soffre da ben prima della crisi di una dinamica della produttività totale dei fattori troppo lenta. Salita in media di appena lo 0,2 per cento all’anno tra il 1995 e il 2007". Un quarto del ritmo stimato per Francia e Germania. "Colmare questo ritardo e partecipare alla rivoluzione digitale in atto è necessario per evitare effetti negativi sugli standard di vita degli italiani", ha rimarcato Visco.

Debito alto è fattore di vulnerabilità e frena la crescita 
Il governatore di Bankitalia ha poi sollecitato un controllo della dinamica del debito, il cui elevato livello rappresenta un elemento di vulnerabilità e di freno per l'economia. "L’Italia - aggiunge Visco - deve approfittare del consolidamento della ripresa per accelerare il necessario aggiustamento, strutturale, dei conti pubblici; l’elevato debito è un fattore di vulnerabilità grave, condiziona la vita economica del Paese. Un programma di riduzione del debito pubblico credibile può rafforzarsi da sé. Si può innescare un circolo virtuoso simile a quello che ci consentì di aderire all’euro". Visco ha sollecitato misure correttive nell'ordine di 1,5 punti percentuali del Pil nel triennio 2018-2020, che permetteranno anche di evitare l'aumento delle aliquote Iva previsto dal prossimo anno.

Tutte le notizie su: Visco, bankitalia

Lascia un commento

per poter lasciare un commento è prima necessario eseguire il login

Finanza.com è una testata giornalistica registrata. Registrazione tribunale di Milano n. 829 del 26/11/2004
© Finanza.com 1999-2020 | T-Mediahouse - P. IVA 06933670967