Unicredit scioglie jv in Turchia, conto salato per scendere in Yapi

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Titta Ferraro

30 novembre 2019 - 09:13

MILANO (Finanza.com)

Unicredit riduce l'esposizione in Turchia. Il gruppo bancario guidato da Jean Pierre Mustier riduce la sua quota in Yapi Kredi sotto il 32% a seguito di un accordo che prevede che il Gruppo Koç diventerà azionista unico di Koç Finansal Hizmetleri (KFS), la joint venture che vedeva Koç e UniCredit al 50% ciascuna. Nell'ambito dell'accordo, il 31,93 per cento delle quote di Yapı sarà trasferito da KFS a UniCredit mentre il 9,02% di YKB sarà trasferito da KFS a Koç Holding. Il completamento dell'operazione è previsto nella prima metà del 2020. 

L'operazione rientra nella strategia di UniCredit di semplificazione della struttura del Gruppo e di ottimizzazione dell'allocazione del capitale. Il 3 dicembre Unicredit presenterà il nuovo piano strategico. Le indiscrezioni dei giorni scorci parlavano di un prima passo in Turchia in vista di una futura uscita da Yapi. 

Sciolta la jv KFS, impatto di -0,4 mld nel IV trimestre

Il Gruppo Koç acquisirà pertanto l'intera partecipazione del 50% di UniCredit in KFS e, contestualmente, le parti scioglieranno il patto parasociale di KFS. Koç Holding e gli azionisti collegati deterranno una partecipazione
complessiva, diretta ed indiretta, in YKB del 49,99% (di cui il 40,95% indirettamente tramite KFS e il 9,04% direttamente). Il restante circa 18 per cento delle azioni di YKB continuerà ad essere quotato alla Borsa di Istanbul.

Il corrispettivo complessivo per UniCredit, al netto della penale concordata per lo scioglimento anticipato del patto (circa 110 milioni di euro) e di tutte le imposte applicabili che si prevede di pagare a livello di KFS (ovvero circa 150 milioni) e liquidate da UniCredit, avrà un impatto di cassa sostanzialmente nullo. L'impatto dell’operazione sul conto economico consolidato, pari a -0,4 miliardi, sarà contabilizzato al momento della sottoscrizione dell’accordo, nel quarto trimestre 2019. Alla chiusura dell’operazione, il rilascio della riserva negativa di cambio su base pro-rata sarà stornato a conto economico generando un ulteriore impatto pari a -0,6 miliardi, mentre sarà neutrale sul CET1.

Closing in prima metà 2020, lieve impatto positivo su CET1

Alla chiusura dell’operazione, si prevede un impatto positivo sul CET1 ratio di UniCredit in un intorno di 5 punti base, tenendo conto sia dell'impatto negativo a conto economico di cui sopra, sia del rilascio delle attività ponderate per il rischio per circa 5 miliardi, dovuto alla riduzione del 9,02 per cento della quota di YKB, su un totale di circa 23 miliardi al 30 settembre 2019.

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