Stefanel rinuncia a concordato preventivo, parte iter amministrazione straordinaria  

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Daniela La Cava

6 giugno 2019 - 09:49

MILANO (Finanza.com)

 

Niente concordato preventivo con riserva ma si va nella direzione dell'avvio dell'iter per la procedura di amministrazione straordinaria per Stefanel. Non verrà dunque depositato alcun piano e proposta concordataria entro il termine fissato per il prossimo 14 giugno.

Al termine di una lunga riunione del consiglio di amministrazione di ieri del gruppo è stato così deciso: "Nel prendere atto della mancata definizione di un accordo con i propri stakeholders, dell’attuale assenza di altri interlocutori interessati a supportare la società nella formalizzazione dell’ipotizzata proposta concordataria e dell’impercorribilità di ipotesi autonome di rafforzamento patrimoniale e ristrutturazione dell'indebitamento complessivo". Il board ha deliberato di avviare l’iter per la procedura di ammissione all’amministrazione straordinaria tramite il deposito dell’istanza per la dichiarazione dello stato di insolvenza presso il tribunale competente.

A fare il punto della situazione attuale è "Il Corriere della Sera" in edicola oggi che scrive: "significa che i creditori di Stefanel non hanno accettato la proposta arrivata dalla società che, a quel punto, si è trovata di fronte a due strade: rimborsare i creditori per circa 40 milioni di euro, denaro che in cassa non c’è (e nessun cavaliere bianco si è fatto avanti), o scegliere l’amministrazione straordinaria per provare a tenere in piedi la situazione nella speranza che qualcosa possa cambiare".

Intanto i titoli Stefanel restano sospesi a Piazza Affari: stamattina Borsa Italiana ha comunicato che le azioni Stefanel e Stefanel risparmio sono sospese dalle negoziazioni.

Il dossier resta sul tavolo (oramai affollato) del ministero dello Sviluppo economico che è alle prese con diverse crisi aziendali. Ieri sera il Mise ha emesso una nota nella quale ha fatto sapere di essere in contatto con il Gruppo Stefanel che l'ha informato della decisione presa ieri. "La situazione produttiva, commerciale e occupazionale del Gruppo Stefanel è già stata oggetto di confronto nel corso delle riunioni tenutesi al Mise, a cui hanno preso parte il management dell’azienda, la Regione Veneto e le organizzazioni sindacali - si legge nella nota del ministero guidato da Luigi Di Maio -. Il Mise continuerà a lavorare in sinergia con le parti coinvolte in questi mesi al tavolo di crisi, al fine di tutelare i lavoratori, il patrimonio produttivo e commerciale, che rappresentano gli asset fondamentali per il rilancio di un'azienda, in difficoltà economiche da qualche anno. Da fine 2017 Stefanel era in mano al fondo Attestor e alla management company Oxy Capital".

Dagli inizi negli anni del boom economico italiano alla decisione di ieri del cda

Stefanel è stata fondata nel 1959 da Carlo Stefanel come Maglificio Piave, e solo nel 1980, sotto la guida del figlio Giuseppe, l'azienda assume il nome di Stefanel. E nel 1987 arriva anche la quotazione a Piazza Affari. Proprio alla fine degli anni '80 Stefanel, attraverso una serie di acquisizioni e di accordi internazionali, assume le dimensioni di un grande Gruppo: diversifica la produzione di maglieria aggiungendo abbigliamento sportivo, jeans e prêt-à-porter. La situazione comincia a farsi più complicata con l'arrivo di retail internazionali, come Zara, che mettono di fatto in cirsi il modello di Stefanel. E così a fine 2017 entrano nell'azienda come nuove azionisti al 71% i fondi Oxy e l'inglese Attestor, mentre a Giuseppe Stefanel è rimasta una quota del 16,4%.

Lo scorso 15 gennaio, l'assemblea straordinaria degli azionisti di Stefanel ha preso atto della situazione patrimoniale al 30 settembre 2018, dalla quale emerge una perdita complessiva di 20,98 milioni di euro e un patrimonio netto di 7,5 milioni" e ha deciso di rinviare "ogni decisione in merito alla situazione patrimoniale della Società all’esito del processo di riorganizzazione aziendale in corso".

 

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