Spesa: le insegne più convenienti secondo Altroconsumo, il risparmio può arrivare fino a 1.720 euro

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Redazione Finanza

21 settembre 2021 - 09:31


MILANO (Finanza.com)

La spesa è una delle voci di costo che impatta maggiormente sui portafogli degli italiani, con una media di 6.853 euro all’anno, secondo i dati Istat 2020. Ma risparmiare si può, facendo attenzione a dove si fanno i propri acquisti e a quali prodotti si compra. Per orientarsi tra insegne e offerte e individuare i punti vendita più economici nelle diverse città viene in aiuto la ricerca condotta da Altroconsumo, che ha analizzato i prezzi di 125 categorie di prodotti alimentari, per la cura della casa e della persona, e di pet food in 1.148 negozi, distribuiti in 70 città italiane.


Le insegne più convenienti tra discount e super
In primis, Altroconsumo ha valutato la convenienza delle insegne in base alla diversa composizione della spesa: spesa mista, di prodotti di marca, di prodotti economici, e di private label. Per quanto riguarda il primo scenario, sono stati divisi i risultati riguardanti i supermercati/ipermercati e i discount, in quanto questi ultimi, sebbene siano sempre più curati e forniti, non raggiungono gli stessi livelli di assortimento delle altre tipologie di punto vendita.

Per quanto riguarda i discount, Eurospin si aggiudica la prima posizione mentre, fra super e ipermercati, è Famila a risultare il più conveniente. I discount dominano le prime 8 posizioni della spesa economica. Al 1° posto troviamo Aldi (per il terzo anno di seguito), il primo supermercato della classifica è Esselunga Superstore.

Parlando dei prodotti di marca, si aggiudicano il podio Famila Supertore, Spazio Conad (ipermercato) e Carrefour (ipermercato). Infine, per quanto riguarda le private label, l’insegna più conveniente risulta Conad con tutte le sue tipologie di punti vendita. Quella in cui si risparmia meno per questi prodotti è, invece, Esselunga.

 

La mappa delle convenienza
Altroconsumo è andato quindi a identificare i livelli di risparmio sulla spesa nelle diverse città italiane (70). Quella in cui si riscontra la maggiore possibilità di risparmio è Rovigo, dove si trova il negozio più conveniente d’Italia, in cui si possono risparmiare fino a 1.720 euro all’anno. In seconda e terza posizione è l’Emilia-Romagna a fare da padrona: a Reggio Emilia e Modena, si può arrivare a risparmiare fino a 1.523€, a Ravenna fino a 1.400€ (al pari con Brescia). Anche quest’anno il Triveneto si conferma fra le zone della Penisola in cui si trovano i negozi più economici, con ben 20 punti vendita nelle prime 30 posizioni. Netta la differenza con le città del Centro-sud dove il risparmio scegliendo il supermercato più economico è pari al 2% (contro il 20% di Rovigo), circa 100€ all’anno. Si tratta di Potenza, Pesaro, Pistoia, Sassari, Reggio Calabria, Foggia, tutte località in cui c’è poca concorrenza.


I prezzi tra i negozi possono variare fino al 200%
Durante l’indagine si sono riscontrate delle importanti differenze di prezzo di alcuni articoli fra i diversi punti vendita. L’oscillazione è arrivata fino ad un aumento del 200% fra uno store e l’altro. Fra i prodotti che registrano i differenziali più significativi (200%) si trovano lo Shampoo Garnier Fructis Hydra Liss, il Granarolo Stracchino e il Dixan Liquido Classico.

 

Il 45% dei prodotti con titolo Miglior Acquisto non è di marca
Altroconsumo ha, inoltre, approfondito l’analisi, domandandosi se sia per forza necessario rivolgersi alle grandi marche per avere dei buoni livelli di qualità. Ha quindi realizzato un ulteriore studio partendo dai test effettuati fra luglio 2019 e luglio 2021 per individuare i migliori articoli di diverse categorie merceologiche, prendendo in considerazione 299 prodotti. Per esempio, ben il 45% degli articoli che hanno ottenuto il titolo di Miglior Acquisto (prodotti che uniscono un prezzo conveniente a una qualità almeno buona) non sono di marca, ma portano il marchio del discount (e hanno quindi dei prezzi più contenuti). Buoni i risultati anche nella categoria Migliore del Test, in cui, sebbene nel 70% dei casi i prodotti appartengano a brand noti, quasi nel 20% il titolo è stato conquistato da articoli provenienti da discount.

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