Risparmio gestito crolla a Piazza Affari, richiamo Consob a rispetto Mifid

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Flavia Scarano

14 luglio 2015 - 10:00

MILANO (Finanza.com)

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Comparto del risparmio gestito a picco oggi a Piazza Affari. Sul Ftse Mib Azimut, dopo essere stata sospesa per eccesso di ribasso, al momento segna un calo teorico del 4,4% a 25,52 euro; soffre anche Mediolanum che cede il 2,6% a 7,85 euro. Fuori dal listino delle blues chips italiane, male anche Banca Generali, in ribasso del 2,9% a 30,49 euro. Sui titoli pesa una nota diramata ieri dalla Consob e diretta ai "fondi esteri ed estero-vestiti", in cui li richiama al rispetto della direttiva Mifid. 

"Richiamo di attenzione della Consob nei confronti degli intermediari distributori di fondi esteri ed estero-vestiti, che rappresentano il 70% circa del patrimonio dei fondi collocati in Italia: la selezione dei prodotti da offrire o consigliare alla clientela non può fondarsi su valutazioni di mero vantaggio economico per l'intermediario, ma deve essere rivolta prioritariamente a soddisfare gli interessi dei clienti serviti", si legge nella nota che spiega come sia "questo il senso di una comunicazione approvata da Consob sulla base della normativa Mifid, la direttiva europea che disciplina la prestazione dei servizi di investimento". 

L'autorità sottolinea che "l'iniziativa, che non introduce nuove regole, intende richiamare gli intermediari al pieno rispetto delle norme Mifid già in vigore. La Commissione ha ritenuto di intervenire con una comunicazione, posto che in ambito comunitario permangono aree di disomogeneità nei diversi Stati sul tema dei costi gravanti sui prodotti della gestione collettiva e, in particolare, sul profilo delle commissioni di incentivo (le cosiddette performance fee)".

"La normativa comunitaria in materia - fa notare la Commissione - per quanto armonizzata, mantiene, infatti, aree di micro-divergenze tra un Paese e l'altro. Per i prodotti di diritto italiano l'ordinamento nazionale prescrive condizioni stringenti per l'applicazione delle commissioni di incentivo. Analoga disciplina, finalizzata ad un contemperamento degli interessi di intermediario e cliente, non è tuttavia presente in tutti gli Stati membri. La comunicazione intende, quindi, richiamare gli intermediari distributori di fondi caratterizzati da meccanismi commissionali più vantaggiosi per i gestori e per gli stessi distributori ad individuare e a gestire i conflitti di interesse che ne derivano".

"Consob – e conclude – si riserva di verificare nell'ambito dell'attività di vigilanza la condotta degli intermediari, per garantire il loro allineamento a questo richiamo".

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