Reddito di cittadinanza: Salvini, occorre una verifica. Garavaglia (Lega), il 70% è irregolare

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Valeria Panigada

14 agosto 2019 - 16:35

MILANO (Finanza.com)

La Lega prende le distanze dal reddito di cittadinanza, alimentando lo scontro con il M5S. Prima il leader leghista Matteo Salvini e poi il viceministro leghista dell'Economia, Massimo Garavaglia, hanno espresso forti perplessità in merito alla misura varata dal governo, fortemente voluta dai pentastellati. Secondo entrambi, il reddito di cittadinanza deve essere rivisto. Pareri che rivelano l'intenzione della Lega di modificare la misura in caso vincessero le nuove elezioni. 

Il perere di Salvini viene raccolto da Il Corriere della Sera, che nell'intervista rilasciata al quotidiano afferma di avere intenzione di verificare e nel caso modificare il redito di cittadinanza, perché "ci arrivano centinaia di segnalazioni, molte delle quali a me personalmente, da parte di imprenditori che quest’anno non riescono ad assumere i lavoratori che avevano l’anno scorso". 

Poche ore dopo, Garavaglia, in una intervista rilasciata a ItaliaOggi sostiene che il 70% di chi ha ricevuto il sussidio non ne aveva diritto, facendo riferimento ad alcuni controlli della Guardia di Finanza. "Il dato è ancora grezzo", ha precisato il videministro dell'Economia, proponendo di rivedere la misura in modo che "dare di più a chi ne ha più bisogno" e magari intervenire in favore delle imprese abbassando pesantemente il cuneo fiscale per chi assume.

"È la più grande cretinata mai sentita!". E' immediata la replica del M5S che difende il reddito di cittadinanza: "Una misura che ha ridato dignità alle persone e che assicura la tenuta sociale del paese". Nel suo post su Facebook il Movimento precisa che i controlli sono stati rigorosi e l'Inps verifica continuamente la platea. E a Garavaglia rispondono snocciolando altri dati: 1,4 milioni le domande presentate; accettate ad oggi 905mila; 32 mila decadute (per Isee variato o variazione del nucleo familiare); 1025 le rinunce. 185 i lavoratori in nero percettori del reddito scoperti all'Ispettorato Nazionale del Lavoro.

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