Piazza Affari: comparto finanziario sotto pressione, bene industriali e petroliferi

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Alessio Trappolini

21 novembre 2016 - 12:56

MILANO (Finanza.com)

La mattinata di Piazza Affari ha visto prevalere il segno meno, con l’indice FTSE Mib che al momento riduce le perdite a -0,43% circa dopo aver trovato sponda sul supporto di area 16.180-16.200 punti. Le vendite più decise si registrano sul comparto bancario, messo sotto pressione dall’ormai imminente referendum costituzionale. Come evidenziato da un report a firma Credit Suisse un’eventuale sfaldamento del governo Renzi provocherebbe tensioni sul mercato secondario dei titoli di Stato italiani che non sarebbero sostenibili per i bilanci delle aziende di credito italiane. In questo quadro arretrano Banca Mediolanum, -2,69% a 5,78 euro, e Banco Popolare, -1,86% a 1,89 euro. Tensioni anche sul comparto finanziario dove Azimut sta facendo segnare la flessione più marcata dell’intero listino: -5,89% a 14,87 euro. Ricordiamo però che la holding finanziaria prevede oggi un generoso stacco cedola pari ad 1 euro per azione. Scivola sui minimi post-Brexit il titolo Poste Italiane, -1,75% a 5,60 euro. Ancora acquisti sul comparto industriale, che beneficia delle più rosee prospettive che si delineerebbero con un euro debole nei confronti del dollaro. Salgono quindi Luxottica, +1,53% a 49,26 euro e Stm, +1,18% a 8,97 euro. Ben comprati i titoli del settore oil che colgono al volo il rimbalzo delle quotazioni del greggio: Eni guadagna l’1,45% a 12,56 euro mentre Saipem e Tenaris salgono di circa mezzo punto percentuale.

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