Pensione: italiani troppo ottimisti su assegno ed età minima, nel 90% dei casi si prenderà meno del previsto

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Redazione Finanza

3 maggio 2021 - 16:25

MILANO (Finanza.com)

I desideri e le attese degli italiani rischiano di non coincidere con la realtà per quanto riguarda la pensione futura. Sia per l'assegno che verrà percepito, sia per l'età minima per lasciare il lavoro. Uno scollamento preoccupante, perché lascia poco spazio alla pianificazione, ovvero il futuro non è sufficientemente tenuto in considerazione nelle scelte di investimento e, in particolar modo, in quelle legate alla pensione. Questa mancanza di cognizione realistica, insomma, è pericolosa perché rischia di portare le persone a fare scelte sbagliate.

“Nonostante certe evidenze siano ormai da anni sulla bocca di tutti e nonostante i numerosi interventi legislativi, da questa ricerca emerge un ottimismo (purtroppo) ingiustificato da parte dei risparmiatori italiani - commenta Giovanni Daprà, co-fondatore e amministratore delegato di Moneyfarm - La consapevolezza è il primo passo per fare la scelta giusta: investire".


In pensione, quando?
Dalla ricerca effettuata da Moneyfarm in collaborazione con Progetica, emerge che solo 5 rispondenti su 10 dichiarano di sapere quando andranno in pensione (50%). La consapevolezza aumenta con il passare dell’età: si va dal misero 32% degli under 29, al 46% dei trentenni, al 57% dei quarantenni, fino al 65% dei cinquantenni. Questo vuol dire, però, che il 35% degli ultracinquantenni non si è occupato di informarsi su quando andrà in pensione. Fra chi ha dichiarato di sapere quando potrà accedere alla pensione, quasi un terzo (31%) ha risposto 67 anni. Non a caso il requisito minimo per accedere alla pensione pubblica con l’attuale criterio di vecchiaia. Il resto dei rispondenti (69%) indica dai 60 ai 70 anni, con una media di poco più di 66 anni. Queste risposte mettono in luce quanto poco si conoscano i criteri per accedere effettivamente alla pensione pubblica e l’incidenza che si avrà sull’assegno pensionistico.

Guardando alle aspettative, quindi ai desideri, 6 persone su 10 hanno un'idea ben precisa (59%) ma, sorprendentemente, il 30% dei cinquantenni, non ci ha mai neanche pensato. Un dato che dovrebbe far riflettere quanti, all’avvicinarsi del fine carriera, non hanno ancora ponderato quanto tempo gli rimane per l’età della pensione e come poterla eventualmente integrare. Fra chi ha avuto modo di pensare al proprio futuro, aleggia un ottimismo che stride con i dati della realtà: il 29% vorrebbe andare in pensione a 60 anni, il 18% a 65 anni, con via via percentuali sempre più basse, fino ad arrivare ai 70 anni indicati da un numero molto esiguo di persone. L’età alla quale coloro che ci hanno pensato vorrebbero poter smettere di lavorare aumenta poi con il passare degli anni: i giovani sono decisamente più ottimisti. I ventenni, in media, indicano addirittura come età 55 anni, i trentenni poco sotto i 60.

Confrontando i dati, è evidente che solo nel 18% dei casi il desiderio (quando vorrei smettere di lavorare) coincide con la realtà (quando mi è consentito andare in pensione). La stragrande maggioranza, ben il 76%, vorrebbe poter smettere di lavorare prima dell’effettiva età della pensione. Ma in realtà, un buon numero di persone, il 32%, dovrà lavorare fino a 5 anni in più rispetto alle proprie attese.


In pensione, con quanto?
Altra domanda che sarebbe bene non trascurare riguarda l'assegno pensionistico e quindi: con quanto vorresti vivere, al mese, quando sarai in pensione? 3 persone su 10 non ci hanno ancora pensato (31%), mentre 6 persone su 10 si sono fatte quantomeno un'idea (62%). È un pensiero che ricorre un po’ più spesso con l’avanzare dell’età: si va dal 61% degli under 29 e dei trentenni, al 69% di quarantenni e cinquantenni. Da notare un 29% di cinquantenni che, nonostante l’età, non lo sa o non ci ha mai pensato. Chi ci ha già pensato parte da 1.000 euro per arrivare a un picco del 25% di intervistati che desidererebbe 2.000 euro netti al mese.

In generale, si va da un minimo di 800 euro a un massimo di 3.000. Andando ad analizzare le risposte per fascia di reddito si nota che coloro che guadagnano fino a 1.000€ si aspettano in media un assegno di 995€, coloro che guadagnano fino a 2.000€ si aspettano un assegno di 1.200€, fino ad arrivare a coloro che guadagnano oltre 3.000€ e si aspettano 2.482€.

Nella realtà dei fatti, però, le cose vanno diversamente. La ricerca Moneyfarm-Progetica ha stimato che il tasso di sostituzione, ovvero la percentuale dell'ultimo reddito coperta dalla pensione pubblica, scenderà al 60% per gli uomini che oggi hanno 60 anni e al 54% per le donne (per scendere ulteriormente per i più giovani). Anche in questo caso, quindi, desideri e realta coincidono solo per il 7%, mentre per il 90% la pensione sarà più bassa delle aspettative.

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