Finanza Notizie Italia PMI solide nonostante fatturato in stallo. Piattaforme Fintech faranno la differenza

PMI solide nonostante fatturato in stallo. Piattaforme Fintech faranno la differenza

Se nel 2017 la ripresa economica delle piccole e medie imprese tricolore si era consolidata, con un’accelerazione dei ricavi e della redditività, nel 2018 e nella prima parte del 2019 la crescita del fatturato e dei profitti si è fermata, senza però incidere negativamente sui profili di rischio delle aziende, ulteriormente migliorati rispetto all’anno precedente. Così quanto rivela il Rapporto Cerved PMI 2019, presentato a Osservitalia in collaborazione con Borsa Italiana, che fotografa lo stato di salute economico-finanziaria delle piccole e medie imprese italiane dal punto di vista dei bilanci, della demografia, del credito e del debito commerciale, del rischio di default.

Il Rapporto Cerved PMI 2019 in dettaglio

Il focus del Rapporto Cerved quest’anno è dedicato al nuovo Codice della crisi la cui entrata in vigore è un’opportunità che se ben sfruttata è in grado di portare benefici per quasi 10 miliardi di euro. Nel 2018 il fatturato delle PMI è cresciuto del 4,1% in termini nominali ma è rimasto poco sopra i livelli del 2017 in termini reali (+0,7%), con un rallentamento che ha riguardato tutti i settori tranne le costruzioni, in ripresa dopo anni di forte debolezza. Si è quasi fermata invece la ripresa della redditività lorda con i margini lordi che sono cresciuti dell’1,2% tra 2017 e 2018 (era il 3,2%). Per la prima volta dal 2013, dice il Rapporto, gli indici di redditività risultano in calo e i debiti finanziari sono cresciuti per il secondo anno consecutivo nel 2018, con un’accelerazione rispetto al 2017 (+2,2% contro +1,2%). Parallelamente, le PMI hanno rafforzato il proprio capitale a ritmi decisamente più sostenuti (+8,5%). Nel 2018 risultano in crescita gli investimenti delle PMI che hanno così toccato il 7,1% delle immobilizzazioni materiali, dal 6,4% dell’anno prima. Tuttavia il rapporto sottolinea come le PMI più solide non hanno difficoltà a reperire capitali, ma spesso preferiscono ricorrere a risorse generate internamente o a capitale proprio.

 Quale futuro attende le PMI italiane

Le aspettative, dice il rapporto, sono di una crescita dell’economia italiana debole, al di sotto di un punto percentuale in termini reali nel prossimo triennio. Queste dinamiche si riflettono sulle prospettive per le PMI: secondo le previsioni, i fatturati segneranno una netta frenata nel 2019, per poi accelerare solo leggermente nel successivo biennio. La redditività lorda sarà sostanzialmente ferma nel corso del 2019 per poi crescere a ritmi lenti.  Nonostante questo scenario, la resilienza del nostro sistema di PMI caratterizzerà anche i prossimi anni. Dice il Rapporto Cerved che anche nel prossimo triennio, secondo l’analisi, le PMI italiane continueranno a evidenziare profili solidi, pur crescendo poco in ragione di una congiuntura economica debole, al di sotto di un punto percentuale in termini reali: nel 2019, infatti, i fatturati segneranno una netta frenata e accelereranno leggermente nel successivo biennio, mentre la redditività lorda sarà sostanzialmente ferma per poi crescere a ritmi lenti.

 “Grazie a uno sforzo di capitalizzazione degli imprenditori e al dividendo del quantitative easing, che ha ridotto il peso degli oneri finanziari, oggi abbiamo un sistema di imprese molto più solido – conferma Andrea Mignanelli, amministratore delegato di Cerved Group –: le oltre 100.000 PMI che classifichiamo come ‘sicure’ o ‘solvibili’ potrebbero finanziare investimenti per 133 miliardi di euro senza compromettere il loro profilo di rischio. E risorse aggiuntive potrebbero arrivare dall’adeguato utilizzo delle nuove tecnologie: Cerved, ad esempio, ha appena lanciato Money&Go, una piattaforma Fintech totalmente digitale su cui le piccole imprese potranno vendere le fatture attraverso una valutazione automatica del rischio del cedente e del ceduto. Uno strumento utile anche per banche e società di factoring. In Italia esiste un potenziale di smobilizzo delle fatture che valutiamo in 40 miliardi di euro”.