Notiziario Notizie Italia Mutui: sempre più under 30 e meno precari fanno richiesta per comprare casa

Mutui: sempre più under 30 e meno precari fanno richiesta per comprare casa

Aumenta la percentuale di lavoratori con contratto a tempo indeterminato e di giovani under 30 che si sono rivolti ad una banca per richiedere un mutuo. È questa una delle principali evidenze emerse dall’analisi realizzata da Facile.it e Mutui.it, che hanno voluto fotografare l’evoluzione del settore mutui in Italia, dimostrando come la recente evoluzione del mercato del lavoro si rifletta sulle dinamiche di acquisto della casa. Da un lato, il miglioramento delle condizioni lavorative hanno contribuito a far crescere la richiesta di mutui da parte di lavoratori dipendenti con contratto a tempo indeterminato e dei giovani, dall’altra però l’analisi potrebbe suggerire anche un atteggiamento più prudente da parte delle banche, che considerano la stabilità lavorativa ormai come elemento fondamentale per concedere un mutuo.

Aumentano gli indeterminati, calano i precari
Il primo dato che emerge dall’analisi è quello legato ai lavoratori con contratto a tempo indeterminato, che nel corso degli ultimi quattro anni hanno visto incrementare notevolmente la loro quota percentuale sul totale dei richiedenti. Se si guarda alle domande di finanziamento la percentuale di aspiranti mutuatari con contratto di lavoro a tempo indeterminato è passata dal 77% del 2013 all’81% del 2017. Se si guarda invece ai mutui erogati, nel 2013 quelli concessi a lavoratori con contratto a tempo indeterminato erano l‘81% del totale mentre nel 2017 sono diventati l’86%. Nello stesso periodo, invece, è diminuita la quota percentuale di lavoratori a tempo determinato che si sono rivolti alle banche. Se si guarda al totale richieste di mutuo, il valore è passato dal 3% del 2013 al 2% del 2017, se invece si guarda ai mutui erogati è calato dal 2,4% all’1,9%.

Aumentano gli under 30 con contratto a tempo indeterminato
Altro importante cambiamento nella domanda di mutui è stato fotografato nel segmento degli under 30 che si rivolgono ad una banca e, in particolare, di quelli con contratto e tempo indeterminato, categoria che nel corso dei quattro anni è cresciuta erodendo sempre di più la fetta di giovani con contratto a tempo determinato e liberi professionisti. Analizzando le richieste di mutuo, la percentuale di aspiranti mutuatari con meno di 30 anni è aumentata sensibilmente, passando dal 3% del 2013 ad addirittura il 31% di fine 2017. Per questa categoria di richiedenti sono cambiate anche le condizioni lavorative dichiarate nel momento in cui è stata presentata domanda: se nel 2013 solo il 75,55% aveva un contratto a tempo indeterminato, nel 2017 la percentuale è salita di oltre 9 punti arrivando all’84,66%. Trend analogo emerge dall’analisi dei mutui erogati. La percentuale di under 30 che è riuscita a ottenere il finanziamento è passata dal 2% del totale nel 2013 al 12% nel 2017 e tra questi, la percentuale di giovani con contratto a tempo indeterminato è cresciuta dal 70% del 2013 all’87,29% del 2017.

Effetto Jobs Act? “La percentuale di mutuatari under 30 con contratto a tempo indeterminato è variata notevolmente a ridosso e subito dopo il Jobs Act – ha sottolineato Ivano Cresto, responsabile BU mutui di Facile.it – Nel 2014 era il 78,57%, è diventata l’82,76% nel 2015, nel 2016 è esplosa arrivando al 91,45% e poi è calata nuovamente nel 2017 raggiungendo, come detto, l’87,3%”.

Aumentano gli importi, diminuisce l’età media
Il miglioramento delle condizioni generali insieme ai tassi di interesse da tempo ai minimi storici hanno determinato non solo un aumento percentuale dei lavoratori a tempo indeterminato e degli under 30 che si sono rivolti alle banche, ma anche una crescita di quanto questi hanno richiesto e ottenuto. L’importo medio richiesto dai lavoratori a tempo indeterminato è salito del 6% a poco più di 130mila euro con un erogato, che invece è aumentato da 117.700 euro del 2013 ai 128.770 euro del 2017 (+9,4%). Anche gli under 30 hanno chiesto e ottenuto importi più elevati: se la richiesta media è saluita del 17,5% a 123mila euro, l’erogato è passato da 101.900 euro a 121.460 euro (+19,2%). Il progressivo aumento della quota di under 30 ha determinato, inoltre, una diminuzione dell’età media dei lavoratori con contratto a tempo indeterminato che si sono rivolti a un istituto di credito: l’età media è passata da 42 a 39 anni (-7%).