Finanza Notizie Italia M5S-Lega, contratto governo: rebus Fornero, reddito cittadinanza finanziato anche da Ue e vendita immobili pubblici a famiglie

M5S-Lega, contratto governo: rebus Fornero, reddito cittadinanza finanziato anche da Ue e vendita immobili pubblici a famiglie

“Siamo al tratto finale: se riusciremo a trovare un punto di equilibrio tra Lega e centrodestra e M5s si parte. Lavoro per vedere fino all’ultimo se ci sarà possibilità di trasformare in fatti i nostri programmi”. Così il leader della Lega, Matteo Salvini, dopo l’ennesimo incontro nella serata di ieri con Luigi Di Maio. Di Maio, dal canto suo, sottolinea che “il punto nevralgico è il contratto, qui ci sono alcuni temi da chiarire, alcuni punti da dirimere. I nomi vengono dopo. Serve coraggio, non dico di Salvini, ma è il momento del coraggio”.

Passi avanti nella formazione di un governo in Italia, dunque, mentre l’Italia e il resto dell’Europa aspettano. Aspetta anche Moody’s, con il responsabile dei rating sovrani Dietmar Hornung che ha detto di guardare agli sviluppi politici in atto in Italia per valutare il merito sul credito.

A tal proposito ieri, in una nota riportata da Bloomberg, gli analisti di Société Générale hanno sottolineato come “un grande rischio” per l’Italia sia rappresentato proprio da Moody’s, unica agenzia di rating ad avere un outlook negativo sul paese. Per la divisione di ricerca della banca francese, un eventuale downgrade a “Baa3” non sarebbe di per sé sufficiente a scatenare un ampio sell off sui BTP, ma indubbiamente un downgrade unito a un outlook negativo “alimenterebbe i timori di un giudizio sui BTP inferiore al rating ‘investment-grade’. Dunque, di una bocciatura dei BTP a “junk”, ovvero spazzatura.

CONTRATTO GOVERNO M5S-LEGA: LO SCOOP DELL’HUFFINGTON POST

Intanto, a proposito del contratto di governo su cui stanno lavorando M5S e Lega per trovare un accordo, in via esclusiva l’Huffington Post pubblica la bozza del documento integrale.

L’esclusiva è dei giornalisti Lucia Annunziata, Gianni Del Vecchio, Alessandro De Angelis, Carlo Renda, Claudio Paudice.

In realtà i diretti interessati si sono affrettati a smentire parte di quanto riportato dall’Huffington Post. In una nota congiunta, il M5S e la Lega hanno affermato di fatto che “il contratto di governo pubblicato dall’Huffington Post è una versione vecchia che è stata già ampiamente modificata nel corso degli ultimi due incontri del tavolo tecnico. La versione attuale, dunque, non corrisponde a quella pubblicata. Molti contenuti sono radicalmente cambiati. Sull’euro, ad esempio, le parti hanno già deciso di non mettere in discussione la moneta unica. La versione pubblicata, dunque, non è fedele a quella attuale”.

Ciò non impedisce allo spread BTP-Bund a 10 anni di impennare di oltre +10%, superando anche quota 143 e salendo fino a 143,70 punti base nei massimi intraday. I rendimenti sui BTP scattano oltre la soglia del 2%, con un rally del 5%, a fronte di un forte calo dei tassi sui BTP, pari al 5% circa.

Sta di fatto che il documento c’è, e presenta vere e proprie proposte bomba, che includono “la richiesta alla Bce guidata da Draghi di cancellare ben 250 miliardi di titoli di stato che l’istituto di Francoforte avrà in pancia alla fine del quantitative easing”.”La loro cancellazione vale circa 10 punti percentuali”, quantifica il documento.

Ancora l’Huffington Post rivela che un’altra misura shock è la vendita del patrimonio immobiliare pubblico alle famiglie italiane, e in subordine agli investitori. In poche parole, i due partiti di governo “impacchetteranno” 200 miliardi di patrimonio pubblico (caserme, palazzi, monumenti e via dicendo) e lo trasformeranno in un titolo finanziario da vendere al risparmio domestico. Si tratta del classico meccanismo di cartolarizzazione, tanto criticato negli ultimi anni. “Di fatto questo equivale a trasferire il risparmio degli italiani dal debito pubblico al patrimonio immobiliare”, si legge. Quanti punti di debito verranno abbattuti? Dieci, secondo il contratto”

Il punto che poi sicuramente sarà stato accolto con un boato di proteste dai tecnocrati di Bruxelles è quello in cui i due partiti sottolineano che dall’euro si deve poter uscire. Intanto, viene messa in dubbio l’irreversibilità della moneta unica, frase proferita più volte dal numero uno della Bce, Mario Draghi, e osannata dai mercati.

Lega e M5S puntano a varare “specifiche procedure tecniche di natura economica e giuridica” che consentano a singoli Stati di uscire dall’euro e “recuperare la propria sovranità monetaria”, o di “restarne fuori attraverso una clausola di opt-out (rinuncia,) permanente” per avviare un “percorso condiviso di uscita concordata” in caso di “chiara volontà popolare”.

Altra proposta esplosiva è la “creazione di una struttura parallela al Consiglio dei ministri, il Comitato di Riconciliazione, sede in cui regolare i dissensi nella cooperazione fra le due forze politiche o prendere nuove decisioni”.

“Sul reddito di cittadinanza l’impronta è chiaramente a 5 stelle. Qui si addensano quei pochi numeri presenti nel contratto. Si parla di 780 euro mensili, per i quali è previsto uno stanziamento di 17 miliardi annui. La cosa interessante è che altre risorse dovrebbero arrivare da Bruxelles: “Andrà avviato un dialogo nelle sedi comunitarie al fine di applicare il provvedimento A80292/2017 del parlamento europeo, che garantirebbe l’utilizzo del 20 per cento della dotazione complessiva del Fondo Sociale Europeo per istituire un reddito di cittadinanza anche in Italia”.

“Sulla parte fiscale il documento – continua l’Huffington Post – prevede solo un breve passaggio sul cavallo di battaglia della Lega (della flat tax). Tre righe, senza alcun numero, per scoprire che la tassa piatta, piatta non lo sarà affatto. Sono previste infatti più di una aliquota e rimarranno in piedi le deduzioni. Ecco lo striminzito passaggio: “La parola chiave è flat tax, caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta in armonia con i principi costituzionali”.

Sul fronte del mercato del lavoro e delle pensioni, Huffington Post scrive che “Salvini e Di Maio sembra che si siano accorti che la cancellazione dei voucher ha creato non pochi disagi ai tanti settori per i quali questo mezzo di pagamento rappresenta uno strumento indispensabile”. E quindi ne promettono una reintroduzione anche se con un nome diverso: “Bisogna introdurre un apposito strumento, agile ma chiaro e semplice, che non si presti ad abusi per la gestione dei rapporti di lavoro accessorio”.

Per quanto riguarda la legge Fornero, invece, molto sorprendente la formulazione usata: non si parla di abolizione ma semplicemente di “superamento”, stanziando 5 miliardi “per agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse”.

“In particolare – fa notare l’Huffington Post – la ricetta utilizzata è quella presente nel programma elettorale pentastellato.

“Daremo fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti”.