Lavoro: Cgia, con Jobs act boom di impiegati, segretarie, cuochi e camerieri  

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Daniela La Cava

26 aprile 2017 - 14:53


MILANO (Finanza.com)

Boom di impiegati, segretarie, cuochi, camerieri, baristi, agenti assicurativi e finanziari. Tra le professioni "down" camionisti/autisti, in difficoltà anche i mestieri legati al mondo dell'edilizia. Solo alcuni dei trend che emergono dal “borsino delle professioni” della Cgia, che ha elaborato una graduatoria dei lavori “top & down” maturata tra il 2014 e il 2016


Impiegati, segretarie, cuochi, camerieri, baristi, e agenti assicurativi e finanziari. Sono queste le professioni che hanno subìto gli incrementi occupazionali più significativi con l'avvento del Jobs Act, la riforma del lavoro del governo Renzi. Una tendenza segnalata dall'ufficio studi della Cgia di Mestre che ha stilato la classifica dei lavori “top & down” tra il 2014 e il 2016. Periodo, quest'ultimo, che è stato contrassegnato, in particolar modo, dalle novità introdotte nel mercato del lavoro sia dal jobs act sia dagli sgravi contributivi temporanei rivolti alle imprese che nel biennio 2015/2016 hanno assunto lavoratori dipendenti a tempo indeterminato. Questa analisi, fa sapere la Cgia, include tutti i nuovi occupati (subordinati o autonomi/partite Iva).

Tra le professioni più penalizzate, quelle che hanno registrato i cali maggiori,  i camionisti/autisti, gli operai/artigiani specializzati nelle rifiniture e nelle costruzioni (posatori di piastrelle e di tegole, i vetrai, gli idraulici, gli elettricisti, i serramentisti, etc.), i collaboratori domestici non qualificati, i sarti e gli operai del tessile/abbigliamento, i bancari e i periti in campo ingegneristico/edilizio.

Le professioni “top”

Dalla classifica della Cgia di Mestre emerge che tra il 2014 e il 2016 gli impiegati alla segreteria sono aumentati di 118.300 unità (+10,7%). Sono aumentati le professioni legate alla ristorazione: i cuochi, i camerieri e i baristi hanno registrato un incremento in termini assoluti di 110.400 unità (+10,6%). In aumento anche gli agenti assicurativi/bancari, con 64.000 addetti in più (+20,2%). Appena fuori dal podio i facchini, gli imballatori e gli addetti alle consegne, con un variazione degli occupati pari a +61.900 (+14,8 per cento) e gli analisti gestionali/di mercato e pubbliche relazioni che sono cresciuti di 54.600 unità (+12,2 per cento).

Le professioni “down”

Tra lavori più in difficoltà quello dell’autista: alla guida di bus e mezzi pesanti sono stati persi 38.700 professionisti della strada (-7%). In grosse difficoltà anche i mestieri legati al mondo dell’edilizia: tra il 2014 e il 2016 gli artigiani e gli operai specializzati nelle rifiniture (come i posatori di piastrelle e di tegole, gli idraulici, gli elettricisti, i serramentisti e gli addetti ai sistemi di coibentazione) sono diminuiti di 36.100 unità (-8,5%). Forte caduta numerica anche dei collaboratori domestici non qualificati per servizi alla casa (non per l’assistenza) che sono scesi di 32.800 unità (-6,7%). Gli accompagnatori delle persone disabili, gli addetti alla formazione e all’orientamento dei giovani hanno subito una contrazione di 22.600 unità (-12,8%). In difficoltà, infine, anche i tecnici in campo ingegneristico: come i periti/tecnici meccanici, elettrotecnici, elettronici e quelli occupati nel settore delle costruzioni (-17.000 pari a -3,8%).

 

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