La terza via: un governo di legislatura con la suggestione di Draghi a palazzo Chigi

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Titta Ferraro

12 agosto 2019 - 15:56

MILANO (Finanza.com)

Forse la crisi è arrivata troppo presto, ma i tempi della politica potrebbero rendere possibile un'attesa di due mesi e mezzo circa. Il tempo necesario per finire il suo mandato alla Bce. Puntualmente dopo pochi giorni dell'apertura della crisi di governo, cominciano a circolare diversi nomi di possibili futuri premier e il pezzo da novanta è lui, Mario Draghi. Forse solo una suggestione, ma nelle ultime ore l'ipotesi di un governo di ampio respiro inizia a diventare più corposa e per farlo durare tutta la legislatura servirebbe un mandato forte a una personalità di spicco internazionale.

 

Tutto è nella mani del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Le elezioni in autunno non sono certamente l'unica via d'uscita dall'attuale crisi di governo. L’uscita allo scoperto di Matteo Renzi a favore di un governo istituzionale che metta in sicurezza i conti pubblici ha contribuito a sparigliare le carte in tavola, così come la ferma posizione di Beppe Grillo che conferma l’intenzione dei grillini di fare di tutto per non interrompere subito l’attuale legislatura.

L'affondo di Renzi ha trasformato la crisi di governo tra Lega e M5S in una crisi che vede il Pd in primo piano. IL segretario Nicola Zingaretti ha subito bocciato l'ipotesi 'governicchio' con i 5S indicando ancora come via maestra quella del voto. L'ex ministro Carlo Calenda è sentenziato questa mattina: "Il Pd è morto". 

Ma sulla stampa si parla di un possibile dialogo per convergere su una terza via, ossia di un governo di lunga durata, di legislatura, che metta all'angolo Matteo Salvini. 

 

Esecutivo che poggerebbe su pochi punti cardine: l’abolizione dei decreti sicurezza di Salvini, un premier che piaccia anche ai Cinquestelle senza esserne diretta emanazione. Oltre al nome di Draghi, sulla stampa emerge anche quello di Raffaele Cantone, l’ex presidente dell’Anticorruzione.

La suggestione di un governo di legislatura è stata avanzata anche da Goffredo Bettini, uno dei consiglieri più ascoltati dal segretario del Pd, Nicola Zingarelli. Un esecutivo che duri fino al 2022. Bettini, nell’intervento pubblicato ieri sull’Huffington Post, ipotizza una “operazione limpida”, che dovrebbe verificare “se i 5Stelle sono in grado di cambiare radicalmente il gruppo dirigente che ha fallito, di abbandonare i temi più demagogici ed eversivi, di concordare un programma di ferro per la rinascita del Paese”. Un vero governo Pd-5Stelle, rimarca oggi Repubblica, che presuppone un passo indietro di Di Maio (e magari uno avanti di Roberto Fico), con poche priorità programmatiche decise insieme. Il premier potrebbe essere «una figura di grande autorevolezza democratica, nazionale e internazionale» scrive Bettini. 

 

Tante ipotesi alternative al voto

Tra le ipotesi sul tavolo del Quirinale c'è sicuramente anche quella di un governo di garanzia elettorale. Su La Stampa – che oggi parla di 4 carte che Mattarella ha un mano per eventuali esecutivi con differenti scopi - ci sono i nomi di due ex presidenti della Corte Costituzionale: Valerio Onida e Giovanni Maria Flick. Possibile anche l'incarico a Giuseppe Conte (Conte bis) o a Giovanni Tria. Nel caso l'esito elettorale non garantisse subito una nuova squadra di governo, Tria potrebbe restare in carica per definire la manovra. Il centrodestra compatto, rimarca il quotidiano torinese, non darebbe l'appoggio a questo esecutivo. La seconda carta si chiama 'governo no Tax', in carica fino a febbraio-marzo. In questo caso il candidato premier sembra poter essere solo uno: il professor Carlo Cottarelli che già nel maggio 2018 entrò col trolley al Quirinale per poi uscirne dopo la nascita del patto Lega-M5S.  La terza carta, prosegue La Stampa, è il governo istituzionale ipotizzato da Renzi e da Grillo. Il voto slitterebbe a maggio del 2020 e avrebbe in agenda alcune importanti riforme: la legge di bilancio, il taglio dei parlamentari, condizione imprescindibile per i 5 Stelle, e correzione della legge elettorale che diventerebbe un proporzionale puro. In questo caso tra i possibili premier ci sarebbero la presidente del Senato Elisabetta Casellati oppure quello di Roberto Fico.

Il Capo dello Stato potrebbe tirare fuori dal mazzo un jolly: la vicepresidente della Corte Costituzionale Marta Cartabia, 56 anni, entrata alla Corte nel 2014 nominata proprio da Mattarella. Una soluzione innovativa. Infine, ipotesi «governissimo» in carica fino al 2022 con una carta choc per tutti: Mario Draghi, che a novembre lascerà la guida della Bce. In alternativa anche Giuseppe Conte, il nuovo leader del Movimento.

 

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