Finanza Notizie Italia Italiani “casa&bottega”: per il 42,1% il lavoro è al massimo a 15 minuti di distanza da casa

Italiani “casa&bottega”: per il 42,1% il lavoro è al massimo a 15 minuti di distanza da casa

Complice la pandemia, gli italiani preferiscono auto o moto per recarsi in ufficio. Così il 77% degli intervistati dalla nuova indagine Commuting, ossia Pendolarismo condotta da InfoJobs su quasi 2mila lavoratori iscritti alla piattaforma secondo cui la maggioranza predilige la mobilità individuale, più comoda, indipendente e sicura in questo momento ancora incerto sul fronte sanitario.

Con gran distacco segue chi usa i mezzi pubblici (11,4%), mentre bicicletta (4,4%) e monopattino (1,2%) crescono tra le preferenze degli italiani, infatti nel 2019 sommati ottenevano solo il 2%. Per lasciare le mura di casa e approdare sulla sedia dell’ufficio, il 73% degli intervistati entro 30 minuti è già indaffarato fra scartoffie e meeting e, fra questi, c’è un 42,1% che effettua gli spostamenti casa-lavoro in massimo 15 minuti. Il 18,1% si trova ad affrontare un tragitto casa-lavoro tra i 30 e i 60 minuti, ma solo il 9% impiega più di 1 ora.

Lavorare vicino a casa è ritenuto un vantaggio per la quasi totalità degli intervistati (94,2%): significa potersi svegliare e far colazione con più calma, ma anche rientrare a casa potendo beneficiare di tempo per se stessi o da dedicare alla famiglia, alle passioni o agli hobby. Tuttavia, nella valutazione di un nuovo impiego, la vicinanza al lavoro è fondamentale solo per il 29,8% mentre la maggioranza ritiene vi siano elementi ben più determinanti, come retribuzione, inquadramento e benefit (49,7%) e c’è chi, abituato allo spostamento, ne ha fatto quasi un punto di forza, utilizzandolo come un momento per sé (20,4%).

Pendolarismo: quanto incide sulle tasche degli italiani

Il commuting è anche un tema economico, che pesa sul bilancio mensile di ogni lavoratore. Ma se per il 91,3% non esistono agevolazioni, il 6,4% dichiara di averle da parte della propria azienda. E mentre una piccola percentuale (1%) afferma che tali agevolazioni siano state introdotte proprio per promuovere il rientro al lavoro in presenza, l’1,7% afferma di averle ricevute in passato, ma non attualmente dove, invece, si incentiva lo smart working.

Rimborsi o buoni benzina sono ancora gli incentivi più utilizzati dalle aziende, seguiti dal parcheggio interno all’ufficio (28,8% nel 2022 vs 30% nel 2019) e sconti sui mezzi di trasporto pubblici (4,6%), a cui si aggiungono quest’anno i servizi di sharing di auto e bici (6,1%). Tuttavia, nonostante il 49,7% del campione intervistato sarebbe ben felice di averli, la maggioranza (50,3%), invece, preferirebbe incentivi volti al benessere psicofisico o alla formazione professionale e personale.