Finanza Notizie Italia Istat su Pil: si rafforzano segnali di rallentamento, perde smalto crescita

Istat su Pil: si rafforzano segnali di rallentamento, perde smalto crescita

Istat, nota mensile di aprile

I segnali di rallentamento dell’economia italiana ci sono. Lo conferma l’Istat, presentando stamattina l’ultima nota mensile sull’andamento dell’economia tricolore. In particolare, l’istituto di statistica spiega che “l’indicatore anticipatore si mantiene su livelli elevati anche se si rafforzano i segnali di rallentamento delineando uno scenario di minore intensità della crescita economica“.

Lo scenario attuale vede il commercio internazionale e l’economia dell’area euro mostrare lievi segnali di rallentamento. Nella fotografia di aprile scattata dall’Istat emerge che nel primo trimestre del 2018 è cresciuta allo stesso ritmo dei trimestri precedenti. La produzione del settore manifatturiero e le esportazioni registrano invece alcuni segnali di flessione. L’occupazione è tornata ad aumentare anche se il processo di crescita dell’occupazione femminile ha segnato una pausa. L’inflazione si conferma moderata e in ripiegamento.

Ad aprile la fiducia di imprese e famiglie è caratterizzata da una generale tendenza al peggioramento. In particolare, spiega l’Istat nella nota di aprile, il clima di fiducia dei consumatori è lievemente diminuito mantenendosi sui livelli comunque elevati. L’indice composito del clima di fiducia delle imprese ha evidenziato un peggioramento influenzato dai giudizi negativi delle imprese del commercio mentre quelle delle costruzioni sono le uniche a fornire un quadro positivo. Nel settore manifatturiero il peggioramento della fiducia è attribuibile quasi interamente alla componente degli ordini. A conferma del parziale rallentamento della produzione, nel primo trimestre il grado di utilizzo degli impianti ha segnato un lieve arretramento. “L’indicatore anticipatore si mantiene su livelli elevati anche se si confermano i segnali di decelerazione delineando uno scenario di minore intensità della crescita“, conclude l’istituto.