Imprese: fallimenti ancora giù, ma tornano a salire le liquidazioni volontarie

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Valeria Panigada

20 dicembre 2016 - 12:16

MILANO (Finanza.com)

Un quadro tra luci ed ombre quello che emerge per le imprese in Italia. Se da una parte continuano a diminuire i fallimenti, dall'altra aumentano le liquidazioni volontarie, segnalando un peggioramento delle aspettative di profitto futuri da parte degli imprenditori. E' questo che che ha rilevato l'Osservatorio Cerved sulle chiusure aziendali nel terzo trimestre dell'anno.

Tra luglio e settembre si conferma e si rafforza la diminuzione del numero di imprese fallite: sono 2,6 mila imprese, quasi il 14% in meno rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Con questo dato, il numero di fallimenti registrati nei primi nove mesi dell’anno tocca quota 10 mila. Le procedure fallimentari rimangono a livelli storicamente elevati, doppi rispetto a quelli pre-crisi, ma segnano un calo del 6% rispetto allo stesso periodo del 2015, che già aveva fatto registrare una diminuzione del 3,8% sull’anno precedente.
Fra i singoli settori, è quello delle costruzioni a registrare il calo più netto dei fallimenti (-8,5%). Mentre a livello geografico, la situazione è più frammentata. Il miglioramento ha riguardato tutte le aree della Penisola, con l’eccezione di alcune regioni, tra cui risulta particolarmente negativo il dato della Sardegna, che ha visto un aumento dei fallimenti del 43%.
Prosegue anche il calo di procedure non fallimentari: nel terzo trimestre sono state oltre un terzo in meno, portandole tra gennaio e settembre a 1,3 mila, in calo del 32% su base annua e livello più basso dal 2009. Il calo è da attribuire soprattutto al crollo del concordato preventivo (-39%).

Si è invece impennato il numero di liquidazioni volontarie di imprese in bonis: circa 14 mila nel terzo trimestre, il 17% in più dello stesso periodo dell’anno precedente. Il dato porta il totale di chiusure volontarie registrate nei primi nove mesi dell’anno a quota 44 mila, +6% su base annua. Tipicamente, i soci o l’imprenditore liquidano imprese in bonis quando reputano il flusso di profitti attesi insufficienti a giustificare l’attività d’impresa: il dato segna quindi non un peggioramento della condizione economico-finanziarie delle imprese, ma delle aspettative degli imprenditori sui redditi futuri.
"Il calo dei default osservato tra luglio e settembre è il segno di un sistema di piccole e medie imprese più solido, che sta lentamente tornando verso una situazione di normalità - ha commentato Marco Nespolo, amministratore delegato di Cerved - L'aumento di liquidazioni è però un dato da non sottovalutare: segnala aspettative di profitto in calo da parte degli imprenditori, con potenziali effetti negativi anche sugli investimenti e sulla crescita futura".

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