Notiziario Notizie Italia Eni torna a macinare utili nel 2017, produzione record a dicembre. Titolo in testa al Ftse Mib

Eni torna a macinare utili nel 2017, produzione record a dicembre. Titolo in testa al Ftse Mib

Pieno di utili per Eni nel 2017. Il big energetico italiano ha svelato stamattina i risultati finanziari dell’esercizio 2017 e dell’ultimo scorcio dell’anno. Nel 2017 l’utile netto è volato a quota 3,43 miliardi di euro, in netto miglioramento rispetto alla perdita da 1,46 miliardi del 2016, mentre su base adjusted, ossia al netto delle poste non ricorrenti, i profitti sono saliti a quota 2,41 miliardi. L’utile operativo rettificato è più che raddoppiatto nel 2017, attestandosi a quota 5,79 miliardi di euro. L’indebitamento finanziario netto è sceso a quota 10,9 miliardi dai 14,78 miliardi del 2016. In una nota diffusa stamattina la società ha comunicato che il consiglio di amministrazione si è riunito ieri per approvare i risultati consolidati dell’esercizio 2017 e del quarto trimestre (non sottoposti a revisione contabile).

Osservando i risultati dell’ultimo trimestre dell’anno, Eni ha visto l’utile netto volare a 2,1 miliardi contro i 340 milioni dell’analogo periodo nel 2016, mentre su base adjusted i profitti sono saliti a quota 975 milioni, battendo il consensus Bloomberg fermo a 577 milioni. In forte crescita anche l’utile operativo rettificato che è salito del 55% a 1,995 miliardi di euro dai 1,29 miliardi del quarto trimestre 2016.
Forte anche la generazione di cassa operativa underlying che si è attestata a 3,22 miliardi di euro nel quarto trimestre e si è portata a un soffio dai 10 miliardi nel 2017 (9,99 miliardi per l’eesattezza).

Sul fronte della produttivo, Eni ha archiviato il 2017 con una produzione record di idrocarburi. Nel dicembre 2017 ha raggiunto il record assoluto del gruppo a 1,92 milioni di boe/giorno. Nel quarto trimestre sono stati conseguiti 1,89 milioni di boe/giorno, il livello trimestrale più elevato degli ultimi sette anni (+1,9%) mentre la media annua del 2017 a 1,82 milioni di boe/giorno (+3,2%) è la piu’ elevata di sempre. Al netto dell’effetto prezzo nei Psa e dei tagli Opec la crescita e’ del +3,7% nel trimestre e del +5,3% nell’anno.

Chiudiamo il 2017 con risultati eccellenti che dimostrano come il processo di profondo cambiamento avviato nel 2014 abbia trasformato Eni in una società capace di crescere e creare valore anche in condizioni di mercato molto difficili”, ha commentato Claudio Descalzi, amministratore delegato di Eni. “Per il futuro le prospettive di crescita sono eccellenti in tutti i business e saranno perseguite con disciplina finanziaria e grande attenzione alla loro sostenibilità in presenza di scenari anche i più difficili ha aggiunto -. Il che vorrà dire che, se al contrario le condizioni di mercato fossero più favorevoli, saremo in condizione di generare un enorme extra‐valore per i nostri azionisti. Sulla base di questi risultati proporrò al consiglio del 15 marzo il pagamento di 0,80 euro per azione quale dividendo sul risultato 2017″.

Quanto alla cedola, il consiglio di amministrazione di Eni intende proporre all’assemblea degli azionisti, in programma in un’unica convocazione il prossimo 10 maggio, la distribuzione di un dividendo di 0,80 euro per azione (invariato rispetto al 2016) di cui 0,40 distribuiti nel settembre 2017 a titolo di acconto. Lo rende noto il gruppo guidato da Claudio Descalzi aggiungendo che il dividendo a saldo di 0,40 euro per azione sarà messo in pagamento a partire dal 23 maggio 2018, con stacco cedola il 21 maggio 2018.