Enel, un nuovo piano green: investimenti per quasi 29 mld al 2022, il 50% per abbandonare il carbone

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Daniela La Cava

26 novembre 2019 - 09:46

MILANO (Finanza.com)

Il nuovo piano strategico 2020-2022 di Enel avrà un'impronta 'green'. La parola d'ordine è decarbonizzazione, con un orientamento sempre più verso le rinnovabili. Ma come si traduce in numeri? Enel ha in programma investimenti organici totali al 2022 per 28,7 miliardi di euro, con un incremento dell'11% rispetto al piano precedente (25,9 miliardi di euro). In particolare, Enel prevede di mettere sul piatto 14,4 miliardi di euro per dire addio al carbone, pari a oltre il 50% dei suoi investimenti totali. "L'aumento consentirà di cogliere le importanti opportunità associate alle dinamiche di mercato, oltre che affrontare i cambiamenti climatici, conseguendo così l'obiettivo del gruppo di raggiungere la totale decarbonizzazione del mix di generazione entro il 2050", spiega il gruppo in una nota.

Entrando più nello specifico se circa 14 miliardi andando all’SDG 7, sostenuto dal processo di decarbonizzazione guidato dalla nuova business line di global power generation e accelerato dall’area retail; circa 12 miliardi saranno invece dedicati all’SDG 9, per rafforzare la resilienza e migliorare la digitalizzazione, l’efficienza e la qualità delle reti; e infine circa 1 miliardo sarà investito nell’SDG 11, principalmente su nuovi servizi per l’elettrificazione, quali demand response, sistemi di accumulo e mobilità elettrica.


"Anche il piano 2020-2022 si basa sul modello di business sostenibile che abbiamo costruito ed è in linea con i due trend globali che stanno cambiando il settore energetico: decarbonizzazione ed elettrificazione. La digitalizzazione del nostro vasto business di rete e l’adozione di piattaforme per tutte le attività relative ai nostri clienti sono fattori chiave di questo piano, promuovendo la realizzazione di efficienze e l’introduzione di servizi aggiuntivi", commenta Francesco Starace, amministratore delegato di Enel, sottolineando che "il 2019 ha segnato un punto di svolta per le dinamiche di trasformazione del settore energetico a livello globale e ci aspettiamo un’accelerazione dei trend di decarbonizzazione ed elettrificazione nei prossimi anni".

Quanto ai risultati finanziari previsti, l'utile netto ordinario per il 2022 è atteso a 6,1 miliardi di euro (+27% dai 4,8 miliardi previsti per il 2019), con il target per il 2021 in aumento di circa 200 milioni rispetto al piano precedente, mentre per il 2020 è atteso con un utile di 5,4 miliardi. Si prevede che l'indebitamento finanziario netto aumenti di circa 1,4 miliardi nell'arco di piano, fino a circa 47,3 miliardi nel 2022, dai 45,9 miliardi stimati per il 2019, principalmente per effetto dell'accelerazione degli investimenti. Allo stesso tempo, grazie al progressivo miglioramento della performance di gruppo, Enel prevede di migliorare in modo significativo le proprie metriche finanziarie e creditizie.

Nel nuovo piano strategico non mancano poi importanti riscontri sul fronte cedola, con Enel che conferma il dividendo minimo garantito, alzando i target del 2020 e 2021 rispetto al piano dell’anno scorso e fissando un nuovo dividendo minimo per azione. In una nota il gruppo guidato da Francesco Starace afferma che "continuerà a corrispondere, lungo l’arco di piano, il più elevato tra un dividendo del 70% sull’utile netto ordinario consolidato e un dividendo per azione (dps) minimo garantito, con un tasso annuo di crescita composto dell’8,4% del dps implicito e del 7,7% del dps minimo". Nel dettaglio, il dividendo minimo è in aumento di 1 centesimo di euro per azione nel 2020 e 2021 rispetto al piano precedente, con un nuovo obiettivo di 0,40 euro per azione nel 2022.

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