Finanza Notizie Italia Ducati piace agli indiani di Eicher Motors, verso offerta da 2 miliardi di dollari

Ducati piace agli indiani di Eicher Motors, verso offerta da 2 miliardi di dollari

Ducati

La Ducati suscita l’interesse degli indiani di Eicher Motors, che sarebbero pronti a offrire fino a 2 miliardi di dollari (pari a 1,67 miliardi di euro) per mettere le mani sulla storica casa motociclistica bolognese. Oltre la cifra richiesta dal gruppo Volkswagen, che controlla il brand delle moto attraverso Audi. E’ questa l’ultima indiscrezione di stampa che circola sul dossier Ducati, dopo che nei giorni scorsi il processo di vendita sembrava essersi interrotto.

Secondo il quotidiano Economic Times, l’indiana Eicher Motors, che possiede già Royal Enfield, starebbe sondando il terreno e discutendo i termini finanziari con alcune banche globali, per presentare un’offerta da 1,8-2 miliardi di dollari entro la scadenza del termine fissato a fine settembre. Il giornale fa sapere che Siddharta Lal, numero uno di Eicher, “sta mettendo a punto la sua proposta dal punto di vista strutturale e finanziario con una serie di banche e di società di consulenza” e che l’offerta “dovrebbe essere pronta prima della scadenza dei termini di presentazione, entro la fine del mese”.

Ad aprile Volkswagen aveva messo in vendita Ducati per contribuire a finanziare il suo passaggio verso i veicoli elettrici e i servizi per la mobilità dopo lo scandalo dei motori diesel inquinanti. E nel giro di poco tempo aveva già raccolto l’interesse di cinque possibili acquirenti: Investindustrial, Edizione holding della famiglia Benetton, il fondo francese Pai, il fondo americano Bain e la società Usa Polaris. La dismissione valorizza l’azienda bolognese delle moto fino a 1,5 miliardi di euro.

Solo qualche giorno fa però il processo di vendita sembrava essersi fermato. Secondo una indiscrezione in esclusiva da Reuters, Volkswagen avrebbe sospeso la vendita di Ducati, a causa dell’opposizione dei sindacati e di alcune divergenze di vedute strategiche all’interno del gruppo stesso che potrebbero far deragliare l’operazione (Leggi QUI).