Finanza Notizie Italia Conte alza voce contro bilancio Ue: ‘no compromessi ogni costo’. Renzi: ‘rischiamo funerale Europa’

Conte alza voce contro bilancio Ue: ‘no compromessi ogni costo’. Renzi: ‘rischiamo funerale Europa’

Il premier Giuseppe Conte e il leader di Italia Viva Matteo Renzi mettono da parte (in apparenza) i loro dissapori individuando un nemico comune: l’Unione europea. Per la precisione, la proposta di bilancio Ue per il periodo 2021-27 avanzata dal presidente del Consiglio europeo Charles Michel.

“La proposta” sul Bilancio Ue “del presidente del Consiglio europeo Michel rimane inadeguata” – ha detto oggi  Conte nell’informativa al Senato in vista del consiglio europeo straordinario della giornata di domani, giovedì 20 febbraio. “L’Italia è un contributore netto dell’Unione” e “non è disponibile a accettare un compromesso ad ogni costo”, ha sottolineato, aggiungendo che “la nostra posizione resta coerente con la risoluzione adottata da questo Parlamento nel dicembre scorso”.

La preoccupazione sulla proposta di bilancio che sarà presentata da Michel al tavolo del consiglio europeo, tra l’altro, non arriva solo dall’Italia, visto che “è condivisa anche dal Parlamento europeo che, come Sassoli e von der Leyen mi hanno detto, non esiterebbe a bocciare un bilancio inadeguato”.

Conte sembra disposto ad alzare la voce, insomma, contro quella proposta:

“Non siamo disposti ad accettare in nome di una rapida conclusione del negoziato un bilancio insufficiente‘, che si confermerebbe, di fatto, “una sconfitta della stessa idea di Europa‘. ‘ll nostro obiettivo è duplice: da un lato, permettere agli Stati membri di affrontare le grandi sfide’ e ‘dall’altro lato ci dobbiamo opporre all’idea di un’Europa ripiegata su interessi nazionali’ facendo in modo ‘che ciascuno faccia la sua parte”.

Il premier ha ribadito praticamente quanto detto già lo scorso 7 febbraio, quando si era opposto alla proposta di bilancio europeo presentata dalla Finlandia, che ha la presidenza di turno del Consiglio Ue. Una proposta, quella di Michel, che non piace in quanto fatta soprattutto di tagli importanti che vanno a colpire le politiche che promuovono la sicurezza, la difesa, la competitività, l’innovazione, la gestione della migrazione.

“L’Italia continuerà a sostenere il ripristino della revisione a medio termine del bilancio Ue indispensabile per adattare le situazioni attuali al futuro – ha affermato oggi Conte – Questa richiesta è stata avanzata anche dal Parlamento europeo ed è motivata anche dall’analisi che il governo ha fatto circa il finanziamento del bilancio pluriennale dell’Ue”. Insomma, sul bilancio Ue 2021-27 è necessaria una “modernizzazione dal lato delle entrate“, visto che “crediamo sia necessario introdurre nuove forme di finanziamento” tassando “grandi imprese del settore digitale, chi sfrutta le differenze tra i Paesi, e i grandi inquinatori”.

E riguardo alla “sicurezza e alla difesa – ha precisato ancora il premier- la proposta apporta un arretramento incomprensibile quanto a mobilità militare. Il quadro di risorse destinate a Frontex appare invece coerente al nostro auspicio”.

BILANCIO UE: ASSIST A CONTE DA MONTI E RENZI

Sulla questione del bilancio europeo, Conte ha ricevuto un assist sia dal senatore Mario Monti che da Matteo Renzi. Così ha detto l’ex presidente del Consiglio e leader di Italia Viva Matteo Renzi, paventando il peggio:

Ci giochiamo il futuro dell’Europa – ha tuonato Renzi – il bilancio è un fatto decisivo, non tecnico”. E senza una proposta più avanzata “l’Europa è finita, morta, non ha un futuro e nei prossimi anni segneremo il suo funerale“.

Renzi è intervenuto in Senato, a seguito delle comunicazioni che il premier Conte ha dato sul Consiglio Europeo straordinario. “Il rapporto tra Cina e Usa, la vicenda del coronavirus che provocherà un rallentamento significativo della locomotiva cinese, e forse la recessione negli Usa dopo le elezioni”. E poi “ci sono alcune potenze appena fuori dall’Europa che giocano una partita complicata e profondamente sbagliata, e mi riferisco alla Turchia, la cui scelta strategica di intervenire in Kurdistan, Libia e anche a Cipro segna un pericolo per l’Unione Europea: è un problema europeo, non italiano. E poi la Brexit: Johnson cercherà di dare vitalità mentre l’Europa appare stanca e rassegnata. In Germania sta per cambiare la leadership e dovrà cambiare modello economico che non può continuare con un surplus commerciale ancora inaccettabile”. Insomma, “in questo scenario il bilancio europeo non è un fatto tecnico: è il modo con cui noi concepiamo l’appartenenza europea.

Dal canto suo il senatore a vita Monti si è così espresso: “Anche nell’ipotesi altamente improbabile che gli altri Stati siano tutti favorevoli, l’Italia dovrebbe mettere il veto” alla proposta di Bilancio Ue.

Il veto “di solito viene utilizzato per la tutela di legittimi interessi specifici nazionali ma avolte può essere utile per bloccare decisioni che non vanno nell’interesse dell’Europa. Condivido integralmente la posizione espressa da Conte. Per i motivi da lei esposti questa proposta è inadeguata per dimensione, per composizione e per rigidità. Come ha detto lucidamente il senatore Renzi, questo non è solo un bilancio, è la visione di Europa. E sono sorpreso che la Commissione abbia dato la sua adesione a questa propsota del presidente Michel”, il cui “effetto primo” sarebbe “un calo a zero della credibilità della Ue e soprattutto della commissione von der Leyen“, creando una “schizofrenia tra ambizioni dichiarate e mancanza di vera convinzione nel perseguirle. Questa schizofrenia sarebbe percepita dai cittadini, dagli avversari e anche dai nemici che per la prima volta circondano l’Europa da est, da sud-est e da ovest”.

Tornando al premier Giuseppe Conte, occhio alla dichiarazione rilasciata ai giornalisti uscendo da Palazzo Chigi:

“La notizia è che vi sorprenderemo perché nei prossimi giorni ci sarà una cura da cavallo per il sistema Italia. Adesso abbiamo fatto una ricognizione”.

“Non possiamo essere fanalino di coda, ci sono delle situazioni anche congiunturali, come il Coronavirus, le tensioni commerciali. Dobbiamo tutti lavorare per far crescere questo sistema. E’ un’emergenza nazionale: quando ragioniamo di emergenza riusciamo ad esprimere le nostre forze al meglio, dobbiamo lavorare come se fosse un’emergenza nazionale, per far crescere l’Italia“.