Bitcoin per comprare casa, compaiono anche in Italia i primi annunci. Tendenza destinata a crescere?

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Redazione Finanza

1 aprile 2021 - 16:39

MILANO (Finanza.com)

Comprare casa in Bitcoin si può. I primi casi di compravendita con criptovaluta risalgono già a qualche anno fa, in tempi non sospetti, e oggi può capitare tra i siti di ricerca specializzati di imbattersi in annunci di immobili che si possono acquistare con moneta virtuale senza staccare nessun assegno. È difficile stabilire un primato con certezza assoluta. Stando ad alcune fonti il primo acquisto al mondo di una casa con Bitcoin è avvenuto all'estero e risale a settembre del 2017, ad Austin in Texas. Secondo il The Telegraph, invece, è situata nella regione dell’Essex, in Gran Bretagna, la prima casa acquistata con Bitcoin nel dicembre del 2017. Da lì a qualche settimana, nel gennaio del 2018, sarebbe stato annunciato il primo caso italiano di un appartamento comprato con criptovaluta, a Torino. Fino ad arrivare, sempre nello stesso anno, alla possibilità di accaparrarsi gli appartamenti di un intero edificio riqualificato, nel quartiere San Lorenzo a Roma, usando le criptomonete.

Ebbene, non si è trattato di casi isolati, ma nemmeno di febbre da Bitcoin. Non ancora, almeno. Quella delle criptovalute è una realtà con cui anche il settore immobiliare incomincia a fare i conti, in tutti i sensi. Perché su Immobiliare.it, tra i principali motori di ricerca del comparto, sono ormai un dato di fatto gli annunci – soprattutto di venditori privati – che specificano nero su bianco che accettano pagamenti in criptomoneta. Qualche esempio? Dall’attico in Brianza (prezzo richiesto 270mila euro) al piccolo loft (58mila euro) sempre nella stessa provincia, passando per la casa al mare (130mila euro) nel ponente ligure: in ognuno di questi casi i proprietari rendono noto nella descrizione di case e appartamenti che “si accetta pagamento in Bitcoin al valore di mercato il giorno del rogito”.

Al di là dei pareri sull’attendibilità del pagamento in Bitcoin, è importante notare come sia già in atto un cambiamento sostanziale, ovvero le criptomonete stanno entrando a far parte del tessuto economico quotidiano sempre di più, finendo con maggior frequenza anche negli annunci immobiliari. Da argomento di discussione per economisti ed esperti a metodo per pagare un caffè, una camera d’albergo e oggi anche una casa.

E' infatti possibile comprare o vendere un immobile utilizzando il Bitcoin o un'altra criptovaluta, ma è bene fare qualche precisazione. Nello specifico, i Bitcoin non sono moneta con valore legale in Italia, ma possono comunque essere usati come forma di pagamento se c’è accordo tra le parti: nulla vieta, infatti, che il corrispettivo di una vendita sia determinato in una valuta diversa da quella avente corso legale nel nostro Paese. Inoltre, si può fare riferimento a una risoluzione della stessa Agenzia delle Entrate, la n. 72/E del 2 settembre 2016, che ha confermato l’utilizzabilità delle criptomonete come mezzo di pagamento (richiamando anche una precedente decisione della Corte di Giustizia dell’Unione Europea del 2015). In sintesi, comprare una casa in Bitcoin è teoricamente e tecnicamente lecito anche in Italia, posto che nell’atto va sempre indicato un corrispettivo equivalente in euro, anche se poi l’estinzione dell’obbligazione da prezzo avvenga con altre modalità.

Tuttavia, molti esperti sono sostanzialmente concordi nell’individuare dei profili di rischiosità della vendita connessi all’antiriciclaggio e alle implicazioni dal punto di vista fiscale, che sono ancora oggetto di discussione e valutazione. Per questo è ipotizzabile che nel futuro possano essere introdotte nuove regole. "Nonostante il mercato sia recettivo e non si sia chiuso all’evoluzione – gli annunci comparsi tra le nostre pagine sono prova effettiva di una certa dinamicità – proprio nella valutazione del rischio si nasconde la debolezza di un modello di pagamento attraverso criptovalute - risponde Carlo Giordano, amministratore delegato di Immobiliare.it -.Le criptomonete sono oggetto di consistenti fluttuazioni di mercato. È quindi difficile immaginare un futuro stabile per questo metodo di pagamento senza ipotizzare l’ingresso in campo di un istituto di regolamentazione bancario, nazionale o sovranazionale, o di un formale organismo di autorità. Sicuramente la tecnologia che sta alla base delle criptovalute, la blockchain, è destinata a influire in modo ancora più incisivo sul settore del real estate”.

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