Finanza Notizie Italia Berlusconi si mette da parte, M5S e Lega trattano su governo. Tensioni su nome premier

Berlusconi si mette da parte, M5S e Lega trattano su governo. Tensioni su nome premier

Momenti febbrili per la formazione di un governo politico in Italia, che riesca ad azzerare l’ipotesi del governo neutro proposta lunedì scorso dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella, alla fine del terzo giro di consultazioni con i partiti politici. La Lega e il M5S chiedono inizialmente 24 ore di tempo al Quirinale lavorando su un esecutivo che affronti temi fondamentali come: la legge Fornero (o meglio, la sua abolizione), il reddito di cittadinanza e l’immigrazione, mentre in serata arriva con una nota l’annuncio di Silvio Berlusconi, che dà il via libera a un governo M5S-Lega.

Nessun veto, scrive il leader di Forza Italia, ma anche nessuna fiducia a un governo di tale formazione.

A questo punto, le chances di un esecutivo frutto di un’alleanza tra Luigi Di Maio e Matteo Salvini aumentano, e aumenta anche a 48 ore il tempo chiesto per arrivare al dunque: tempo che il Colle concede, anche per gli impegni del presidente della Repubblica, che oggi sarà a Firenze per la conferenza “State of the union” e venerdì mattina sarà a Palermo. 

Intanto, fonti vicine ai partiti indicano che Lega e M5S starebbero già litigando su chi sarà il premier.  

Matteo Salvini sembrerebbe temere che alla fine il ruolo spetterà al suo braccio destro Giancarlo Giorgetti, anche se durante la notte le quotazioni di quest’ultimo scendono. Il nome dello stesso Salvini come premier è una possibilità che secondo alcune fonti si starebbe rafforzando. Lui stesso, nella tarda serata di ieri, afferma: “Per me sarebbe un onore guidare il Paese”. 

C’è chi parla anche della possibilità di una staffetta tra Di Maio e Salvini, visto che il leader del Movimento 5 Stelle non avrebbe del tutto accantonato l’ambizione di occupare lo scranno più alto di Palazzo Chigi. In ogni caso, se il M5S dovesse accettare l’ipotesi Salvini, sicuramente chiederebbe in cambio i ministeri più importanti, in primis quello dell’economia, su cui punta da tempo. 

Sui mercati finanziari, già alla vigilia l’ipotesi più concreta di un asse M5S-Lega innervosisce i mercati, con lo spread BTP-Bund che supera in queste ore anche quota $133.

LA NOTA DI BERLUSCONI

Arriva l’ok di Silvio Berlusconi a un governo M5S-Lega, che non avrebbe, precisa l’ex premier, la fiducia di FI.

Così in una nota il leader di Forza Italia:

Il governo Lega-M5S “non segna la fine dell’alleanza di centro-destra: rimangono le tante collaborazioni nei governi regionali e locali, rimane una storia comune, rimane il comune impegno preso con gli elettori. Se un’altra forza politica della coalizione di centro-destra ritiene di assumersi la responsabilità di creare un governo con i cinque stelle, prendiamo atto con rispetto della scelta. Non sta certo a noi porre veti o pregiudiziali. In questo caso non potremo certamente votare la fiducia. Di più a noi non si può chiedere, anche in nome degli impegni che abbiamo preso con gli elettori”.

Il paese da mesi attende un governo. Continuo a credere che la soluzione della crisi più naturale, più logica, più coerente con il mandato degli elettori sarebbe quella di un governo di Centro-Destra, la coalizione che ha prevalso nelle elezioni, guidato da un esponente indicato dalla Lega, governo che avrebbe certamente trovato in Parlamento i voti necessari per governare. Questa strada non è stata considerata praticabile dal Capo dello Stato. Ne prendo atto”.

Se un governo Lega-M5S “non potesse nascere, nessuno potrà usarci come alibi di fronte all’incapacità – o all’impossibilità oggettiva – di trovare accordi fra forze politiche molto diverse”.

“Di fronte alle prospettive che si delineano non possiamo dare oggi il nostro consenso ad un governo che comprenda il Movimento Cinque Stelle, che ha dimostrato anche in queste settimane di non avere la maturità politica per assumersi questa responsabilità. Questo lo abbiamo sempre detto, e per quanto ci riguarda non è mai neppure cominciata una trattativa, né di tipo politico, né tantomeno su persone o su incarichi da attribuire”.