Autostrade per l'Italia: multa 5 mln dall'Antitrust, "non ha adeguato né ridotto il pedaggio in tratti in condizioni critiche per gravi carenze"

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Daniela La Cava

26 marzo 2021 - 10:05

MILANO (Finanza.com)

Piomba una multa da 5 milioni di euro su Autostrade per l'Italia (ASPI) da parte dell'Antitrust. Secondo l'Authority la società concessionaria della gestione e della manutenzione di oltre 3.000 km di rete autostradale in Italia non ha adeguato né ridotto il pedaggio nei tratti in cui si registrano critiche e persistenti condizioni di fruibilità del servizio autostradale con lunghe code e tempi di percorrenza elevati, causati dalle gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture che hanno richiesto interventi straordinari per la messa in sicurezza.
In una nota diffusa stamattina l'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha concluso l’istruttoria avviata il 10 giugno 2020, accertando una pratica commerciale scorretta in relazione ad alcune condotte attuate sulle autostrade A/16 Napoli-Canosa, A/14 Bologna-Taranto, A/26 Genova Voltri-Gravellona Toce e, per le parti di sua competenza, A/7 Milano-Serravalle-Genova, A/10 Genova-Savona-Ventimiglia e A/12 Genova-Rosignano.


In particolare, l’Autorità ha appurato una consistente riduzione delle corsie di marcia e/o specifiche limitazioni - per lunghi tratti delle Autostrade citate - della velocità massima consentita. "Ciò ha comportato un notevole disservizio e un forte disagio ai consumatori in termini di code, di rallentamenti e quindi di tempi di percorrenza molto più elevati, senza prevedere un adeguamento o una riduzione dell’importo richiesto a titolo di pedaggio ai consumatori", sottolinea la nota. L’AGCM ha poi rilevato che sono risultate inadeguate le modalità informative sulle eventuali procedure di rimborso, come emerso in relazione all’Autostrada A/14 Bologna-Taranto, allorché le informazioni fornite sono rivelate omissive, inadeguate, intempestive, insufficienti quanto al modo di diffusione e non idonee a compensare i disagi arrecati agli utenti.

Stando all’Autorità gli elementi raccolti hanno evidenziato che, negli ultimi due anni, i tratti autostradali in questione sono stati spesso interessati da consistenti disagi nella viabilità e nella regolare fluidità della circolazione, a causa di gravi carenze da parte della società nella gestione e nella manutenzione delle infrastrutture ad essa affidate in concessione e ai conseguenti massicci interventi di manutenzione straordinaria e di messa in sicurezza di numerose tratte autostradali. I disagi si sono verificati, in particolare, nell’area ligure e abruzzese-marchigiana, determinando altresì gravi danni all’economia, soprattutto nei settori secondario e terziario e alle imprese di trasporto, per i maggiori tempi di percorrenza degli operatori e i riflessi sulle imprese destinatarie delle merci. Per l’Antitrust quel che accade è pienamente ascrivibile alla responsabilità di ASPI e integra una pratica commerciale scorretta. Per questo l’Autorità ha applicato una sanzione - pari al massimo edittale - di 5 milioni di euro. 

Unione nazionale consumatori: "pedaggio va adeguato"
Un'ottima notizia. Così la definisce Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori (UNC), sottolineando che "finalmente si stabilisce il principio, da noi sempre sostenuto, che chi viaggia in autostrada, dato che paga un pedaggio, ha diritto di poter andare e non certo di restare in coda per ore". "Se l'automobilista resta imbottigliato, ha diritto non solo alla restituzione dell'intero importo pagato, ma, nei casi più gravi, laddove non fosse stato informato dei possibili rallentamenti, anche a un indennizzo. Se invece è costretto per mesi a viaggiare ad 80 km/h per lavori in corso, il pedaggio va adeguato in modo corrispondente", conclude Dona.

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