Finanza Notizie Italia Attesa per arrivo in CdM del piano Mef anti-procedura infrazione: taglio deficit di 8 miliardi

Attesa per arrivo in CdM del piano Mef anti-procedura infrazione: taglio deficit di 8 miliardi

Sbarcherà oggi in Cdm la proposta anti-deficit e anti-procedura di infrazione targata Mef, firmata dunque dal ministro dell’economia Giovanni Tria e dai tecnici del Tesoro.  Il Sole 24 Ore ha anticipato il dossier, precisando che il piano destinato a essere oggetto delle trattative tra il governo M5S-Lega e Bruxelles punta a tagliare il deficit per il 2019 di 8 miliardi.

Come? Da dove si attingeranno le risorse?

Due miliardi di fondi verranno liberati, stando al piano di Giovanni Tria, attingendo alla clausola della spesa, prevista l’anno scorso con la manovra per il 2019, e utilizzata dal Def di aprile per fermare deficit-Pil al 2,4%. Sono due miliardi di risparmi, che saranno sottratti al budget dei ministeri.

Altri tre miliardi deriveranno da maggiori entrate previste dal Mef e dai dividendi incassati da Bankitalia, Cassa depositi e prestiti e di altre società partecipate.

Gli ultimi tre miliardi sono rappresentati dalle minori uscite previste: si tratta di “risparmi”, in particolare di minori spese rispetto a quanto preventivato, che derivano dai fondi destinati a quota 100 e al reddito di cittadinanza”.

Ieri l’Ue ha deciso di rinviare il dossier italiano al prossimo 2 luglio: il Mef si mostra fiducioso nella possibilità che un accordo con l’Ue venga alla fine trovato, come ha confermato lo stesso Giovanni Tria  in un suo intervento ai seminari internazionali organizzati dall’Università Tor Vergata di Roma.

In un’intervista rilasciata ad Affari italiani, anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti si è mostrato ottimista:

“Le notizie che ho io da parte di chi sta conducendo le trattative sono migliori rispetto a qualche giorno fa. C’è la volontà reciproca di arrivare a una soluzione positiva. Probabilmente c’è ancora da lavorare e non è detto che magari si ottenga una proroga nei tempi. Però bisogna rimanere positivi e non mollare mai. L’esperienza delle Olimpiadi dimostra che, anche nei momenti di massima crisi quando tutto sembra perduto, l’importante è non perdersi d’animo e avere molta pazienza”.

Nell’intervista, Giorgetti ha confermato quanto detto giorni fa dall’economista leghista e presidente della Commissione di bilancio della Camera Claudio Borghi. Ovvero che, di fatto, non ha nulla in contrario verso i minibot e che, di fatto, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio stava scherzando, nel momento in cui, apparentemente, ha criticato gli strumenti pensati dall’economista leghista.

“Il giallo nasce così: con i giornalisti a Losanna si scherzava anche per sdrammatizzare l’attesa rispetto alla situazione e agli eventi. Quando si chiedeva chi fosse la favorita per l’assegnazione delle Olimpiadi si scherzava e una battuta è stata quella di Inter-Frosinone, visto che casualmente il Frosinone è gialloblu e ricorda la Svezia e quindi è stato tirato in ballo. Poi c’è stata la battuta sui miniBot e ho detto ironicamente: “puntiamoli sulla Svezia” ma vedo che tutto questo ha generato un polverone in Italia. Francamente se non si riesce neanche a contestualizzare le situazioni poi diventa tutto difficile”. 

Giorgetti ha dunque confermato la versione di Borghi, precisando tuttavia che, almeno per come la vede lui, i minibot non hanno assolutamente la pretesa di essere una moneta parallela.

I miniBot sono nel programma del Centrodestra. O meglio, non c’è la parola miniBot, termine che viene utilizzato con riferimento a tante situazioni che non sono parenti una dell’altra. Li trovate nel programma del Centrodestra e nel programma-contratto di governo. Semplicemente sono un tentativo di trovare una forma per rimborsare i debiti della Pubblica Amministrazione.  Ma nella vulgata popolare e anche sui mercati internazionali sono diventati dei ‘pezzi di carta’, cosa che non sono più neanche i Bot tradizionali, che dovrebbero sostituire un’altra moneta o altri tipi di titoli di Stato. Ecco, questa cosa non c’è, non esiste e non esiste neanche nel pensiero di chi li ha proposti. Nella semplificazione collettiva i miniBot sono diventati nient’altro che una forma alternativa di moneta. Ma non lo sono e non devono esserlo“.