Finanza Notizie Italia Allarme Pil anche da parte di Confindustria, tutto fa presagire un primo trimestre molto debole

Allarme Pil anche da parte di Confindustria, tutto fa presagire un primo trimestre molto debole

Si consolidano le attese negative sul Pil italiano. In attesa dei dati Istat in arrivo a inizio maggio, le ultime indicazioni sono state tutte poco confortanti, in particolare la marcata debolezza della produzione industriale.  E oggi il Centro Studi Confindustria (CSC) nella nota mensile “Congiuntura Flash” sottolinea proprio come la produzione nell’industria che ha sorpreso al ribasso a febbraio (-0,5%), dopo il calo di gennaio, la lieve flessione è stata registrata dagli ordini per l’industria e il rallentamento del PMI servizi siano tutti elementi che dovrebbero concorrere a determinare una frenata del PIL nel 1° trimestre, dopo il +0,3% nel 4° del 2017.

Settimana scorsa l’allarme crescita era stato lanciato anche da Confcommercio che stima un Pil in marginale crescita (+0,1%t/t) nei primi tre mesi dell’anno. 

Meno traino dall’estero e domanda interna più debole
Le esportazioni italiane hanno registrato un calo a febbraio, concentrato nei mercati extra-UE, in particolare quelli asiatici, che segue la flessione delle vendite a gennaio. “Gli indicatori qualitativi restano positivi – sottolinea confindustria – ma segnalano un rallentamento: a marzo gli ordini manifatturieri esteri si espandono, sebbene al ritmo più debole da fine 2016; i giudizi delle imprese sugli ordini esteri si sono stabilizzati nel 1° trimestre, dopo oltre un anno di miglioramento”.

Più debole la domanda interna con gli investimenti sono attesi in crescita meno sostenuta a inizio anno, secondo
gli indicatori qualitativi. Un supporto viene dal credito alle imprese, che però ha di nuovo frenato (+1,2% annuo a
febbraio). I consumi sono sostenuti dall’aumento del reddito disponibile e dalla ridotta inflazione (+0,8% annuo),
ma frenati dal maggior risparmio. I redditi sono alimentati dalla crescita dell’occupazione dipendente (+0,3% a
gennaio-febbraio sul 4° 2017), attesa in ulteriore aumento. Con il riavvio degli sgravi contributivi torneranno gettonate le assunzioni a tempo indeterminato.

Salvataggi bancari hanno ridotto rischi 
Sui consti sostenuti dallo Stato per il salvataggio delle banche, Il CSC sottolinea come tali salvatagg sono stati molto eterogenei e ciò non ha aiutato a dare sicurezze all’economia e alle banche stesse. “Ciò è stato dovuto alle nuove regole europee che hanno spostato dal pubblico al privato gran parte dell’onere dei salvataggi, alle loro incertezze applicative e alle diverse situazioni degli istituti”, argomenta CSC.

Il deficit nel 2017 è stato rivisto al 2,3% dall’1,9% inizialmente comunicato complice l’impatto degli interventi per MPS (1,6 miliardi, da 1,1) e per le due banche venete (per 4,8 miliardi).

“I salvataggi bancari – prosegue CSC – hanno ridotto una fonte di rischi e contenuto gli effetti negativi sull’economia: il loro impatto è stato certamente positivo”. L’Italia resta il Paese che ha speso meno per supportare il sistema bancario, rispetto agli oltre 460 miliardi erogati in Europa in conto capitale, di cui 56 mld in Germania.