Finanza Notizie Italia Alitalia: i dipendenti studiano offerta per evitare lo spezzatino, la scadenza è il 15 settembre

Alitalia: i dipendenti studiano offerta per evitare lo spezzatino, la scadenza è il 15 settembre

Nella corsa delle offerte vincolanti per acquistare Alitalia, ecco che è spuntata anche una cordata di dipendenti insieme a un vettore estero, intenzionata a rilevare l’aviolinea per evitare lo spezzatino dell’ex compagnia di bandiera, finita in amministrazione straordinaria, e la possibile perdita del lavoro.

L’iniziativa, guidata da due piloti, è quella di acquistare una quota compresa tra il 10 e il 20% del capitale di Alitalia, mentre il resto dell’investimento verrebbe coperto da un partner industriale (un’importante compagnia aerea non europea) e due partner finanziari italiani già individuati. I dipendenti, fiduciosi di un rilancio della compagnia, potrebbero investire nell’operazione una parte del loro Tfr. I dettagli del piano sono illustrati sulla piattaforma Change.org sotto il nome di “Alitalia siamo noi“.

“Non abbiamo più alternative: se vogliamo conservare il nostro posto di lavoro questa compagnia ce la dobbiamo comprare”, si legge nella petizione, che sta raccogliendo numerose adesioni tra piloti, personale di terra e di volo (più di mille l’hanno già sottoscritta e ne mancherebbero circa 450 per raggiungere la soglia prefissata). L’idea ricalca quella del management buyout, uno strumento molto diffuso all’estero soprattutto negli Usa tramite il quale i dipendenti di una società possono ambire a gestire la società stessa a beneficio delle proprie quote di proprietà e di quelle dei finanziatori che hanno creduto in loro.

I tempi però stringono. Il 15 settembre infatti scadrà il termine per presentare le offerte non vincolanti e senza indicazioni di prezzo, mentre entro il 2 ottobre i pretendenti dovranno presentare le offerte vincolanti. In corsa ci sono Lufthansa, EasyJet e Ryanair, che secondo le ultime indiscrezioni di stampa sarebbero interessati ad acquisire solo alcune parti del business di Alitalia. Il governo italiano ha chiesto ai tre commissari (Luigi Gubitosi, Enrico Laghi e Stefano Paleari) di vendere la compagnia intera o al massimo di separare l’attività di volo da quella di terra.