Abi: stop caduta prestiti, ai massimi dal 2012. Sofferenze crescono ancora a 193 miliardi

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Flavia Scarano

14 luglio 2015 - 15:40


MILANO (Finanza.com)

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div>Segnali positivi per le nuove erogazioni di prestiti bancari. Sulla base di un campione rappresentativo di banche (78 banche che rappresentano circa l’80% del mercato) i finanziamenti alle imprese hanno segnato nei primi cinque mesi del 2015 un incremento di circa l'11,6% sul corrispondente periodo dell’anno precedente (gennaio-maggio 2014). E' quanto si legge nel Rapporto mensile stilato dall'Abi. Per le nuove erogazioni di mutui per l’acquisto di immobili, sempre nello stesso periodo, si è registrato un incremento annuo del 64,4% rispetto al medesimo arco temporale dello scorso anno. Nell’analogo periodo, le nuove operazioni di credito al consumo hanno segnato un incremento dell'11%. 

A giugno il totale dei finanziamenti in essere a famiglie e imprese ha presentato una variazione prossima allo zero (-0,1%) nei confronti di giugno 2014, -0,6% il mese precedente e migliore rispetto al -4,5% di novembre 2013, quando aveva raggiunto il picco negativo. Questo di giugno per i prestiti bancari a famiglie e imprese è il miglior risultato da aprile 2012. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi i prestiti all’economia sono passati da 1.673 a 1.833 miliardi di euro, quelli a famiglie e imprese da 1.279 a 1.415,5 miliardi di euro.

Tasso medio su prestiti a giugno al 3,42%, minimo storico
Bassi i livelli dei tassi di interesse sui prestiti registrati a giugno. Secondo il Rapporto, il tasso medio sul totale dei prestiti è risultato pari al 3,42%, minimo storico (3,43% il mese precedente; 6,18% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese si è collocato al 2,10% (il valore più basso da maggio 2010) dal 2,17% del mese precedente (5,48% a fine 2007). Il tasso medio sulle nuove operazioni per acquisto di abitazioni si è attestato al 2,75% (2,65% il mese precedente e segnando il valore più basso da ottobre 2010; 5,72% a fine 2007). Sul totale delle nuove erogazioni di mutui quasi i due terzi sono mutui a tasso fisso.

Sofferenze lorde a maggio a 193,7 miliardi
Le sofferenze lorde in Italia sono risultate a maggio pari ad oltre 193,7 miliardi, dai 191,6 miliardi di aprile 2015. Il rapporto sofferenze lorde su impieghi è del 10,1% a maggio 2015 (8,9% un anno prima; 2,8% a fine 2007), valore che raggiunge il 17% per i piccoli operatori economici, il 17,2% per le imprese e il 7,2% per le famiglie consumatrici. Anche le sofferenze nette registrano a maggio 2015 un aumento, passando da 82,3 miliardi di aprile a 83,4 miliardi di maggio. Il rapporto sofferenze nette su impieghi totali è risultato pari al 4,62% a maggio 2015 dal 4,56% di aprile 2015 (4,24% a maggio 2014; 0,86%, prima dell’inizio della crisi). Sulla base dell’ultimo dato disponibile, a marzo scorso il numero complessivo degli affidati in sofferenza era pari a 1.199.107 (in prevalenza imprese e famiglie).

Raccolta medio-lungo termine -14,8% a giugno
Diminuisce, su base annua, la raccolta a medio e lungo termine cioè tramite obbligazioni: a giugno -14,8%, segnando una diminuzione su base annua in valore assoluto di 71 miliardi di euro, mentre i depositi aumentano – sempre a fine giugno – di 47,5 miliardi di euro rispetto all’anno precedente (su base annua, +3,9%, stesso valore di maggio). L’andamento della raccolta complessiva (depositi da clientela residente + obbligazioni) registra a giugno una diminuzione di circa 23,4 miliardi di euro rispetto ad un anno prima, manifestando una variazione su base annua di -1,4% (-1,7% il mese precedente), risentendo della dinamica negativa della raccolta a medio e lungo termine. Dalla fine del 2007, prima dell’inizio della crisi, ad oggi la raccolta da clientela è passata da 1.513 a 1.686,5 miliardi di euro, segnando un aumento – in valore assoluto – di quasi 174 miliardi.

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