Assicurazioni: allarme truffe, Ivass rileva 241 siti fake. Come difendersi

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Redazione Finanza

14 gennaio 2021 - 18:22

MILANO (Finanza.com)

241 siti irregolari che offrono false assicurazioni. E' questo il numero in crescita esponenziale dei siti fake scovati nel corso del 2020 dall'Ivass, l'istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, forniti a una richiesta dell'Unione Nazionale Consumatori. Un dato a dir poco allarmante, anche per l'aumento registrato: 50 siti nel 2017, 103 nel 2018, più del doppio, 168 nel 2019 (+63% sull'anno precedente) e 241 nel 2020 (+43,5%). Un fenomo in continua crescita che mette in pericolo un numero sempre maggiore di consumatori (automobilisti per la maggior parte), ignari di avere una polizza fasulla.

Chiudere i siti? L'Ivass non può
Nonostante l'Ivass abbia accertato l'irregolarita di questi siti, non ha il potere di autonomo di oscurare e chiudere i siti irregolari senza dover ricorrere alla magistratura. Un potere invece dato ad altre Authority come la Consob. "Un vuoto che il legislatore dovrebbe subito colmare, insieme all'altra grande ingiustizia, quella di non aver attenuato le sanzioni per l'automobilista che in perfetta buona fede circola senza la copertura assicurativa essendo vittima di una truffa e avendo sottoscritto una polizza falsa, distinguendolo da chi irresponsabilmente e con dolo non si è assicurato", afferma Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, ricordanco come la multa prevista dal Codice della strada è sempre e comunque da 868 a 3.471 euro.

 

Come evitare tutto questo? Non resta che prestare la massima attenzione, onde evitare di cadere nelle trappole dei truffatori, seguendo i suggerimenti dell'Ivass:
1) controllate, prima del pagamento del premio, che i preventivi e i contratti siano riferibili a imprese e intermediari regolarmente autorizzati, consultando sul sito www.ivass.it:

- gli elenchi delle imprese italiane ed estere ammesse ad operare in
Italia (elenchi generali ed elenchi specifici per la r. c. auto, italiane ed estere);

- il Registro unico degli intermediari assicurativi (RUI) e l’Elenco degli intermediari dell’Unione Europea;

- l’elenco degli avvisi relativi ai Casi di contraffazione, Società non autorizzate e Siti internet non conformi alla disciplina sull'intermediazione.

2) i pagamenti dei premi effettuati a favore di carte di credito ricaricabili o prepagate sono irregolari, così come i pagamenti effettuati a favore di persone o società non iscritte negli elenchi sopra indicati.

3) I siti internet o i profili social degli intermediari italiani che svolgono attività online devono sempre indicare:

- i dati identificativi dell’intermediario;

- l’indirizzo della sede, il recapito telefonico, il numero di fax e l’indirizzo di posta elettronica certificata;

- il numero e la data di iscrizione al Registro unico degli intermediari assicurativi e riassicurativi nonché l’indicazione che l’intermediario è soggetto al controllo dell’Ivass.

I siti o i profili social che non contengono le informazioni sopra riportate non sono conformi alla disciplina in tema di intermediazione assicurativa ed espongono il consumatore al rischio di stipulazione di polizze contraffatte.

Per gli intermediari europei abilitatati ad operare in Italia il sito internet deve riportare, oltre ai dati identificativi, il numero di iscrizione nel Registro dello Stato membro di origine, l’indirizzo di posta elettronica, l’indicazione dell’eventuale sede secondaria e la dichiarazione di abilitazione all’esercizio dell’attività in Italia con l’indicazione dell’Autorità di vigilanza dello Stato membro di origine.

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