News Finanza Indici e quotazioni Wall Street in preda ad ansia da guerra. Paura Russia mette il turbo al petrolio, con risk off è buy sui Treasuries

Wall Street in preda ad ansia da guerra. Paura Russia mette il turbo al petrolio, con risk off è buy sui Treasuries

Wall Street inizia il mese di marzo scossa dai timori legati al conflitto tra la Russia di Vladimir Putin e l’Ucraina. All’inizio della giornata di contrattazioni, il Dow Jones cede più di 130 punti (-0,40%), a 33.758, mentre il Nasdaq arretra dello 0,17% a 13.728. Lo S&P indietreggia dello 0,20% a quota 4.364.

Il mese di febbraio è stato particolarmente negativo per la borsa Usa, proprio a causa dell’intensificarsi delle tensioni geopolitiche.

Il Dow Jones ha perso nel mese il 3,5%, lo S&P 500 e il Nasdaq sono arretrati rispettivamente del 3,1% e del 3,4%.

I satelliti riportano intanto le immagini di un lungo convoglio di veicoli militari russi lungo 65 km che si starebbe dirigendo verso la capitale dell’Ucraina Kiev. Aumentano i timori che Kiev possa cadere presto nelle mani delle forze di Vladimir Putin.

Dopo la decisione degli Stati Uniti e dell’Europa di escludere alcune banche russe dal sistema Swift, i titoli finanziari continuano a perdere terreno: sotto pressione Bank of America, Citigroup e Charles Schwab.

Focus sull’ETF che investe nell’azionario russo, il VanEck Russia ETF, reduce da un crollo del 30% nella sessione di ieri, nonostante la borsa di Mosca sia rimasta chiusa (chiusa anche oggi, per la seconda sessione consecutiva).

Focus sul petrolio, con il WTI che vola al nuovo record degli ultimi sette anni oltre quota $101 al barile, con un balzo del 7%. Il contratto, scambiato a New York, aveva superato quota $100 per la prima volta lo scorso 24 febbraio, giorno dell’annuncio dell’attacco della Russia di Vladimir Putin all’Ucraina. Oggi le quotazioni hanno testato un nuovo record, dal luglio del 2014.

Il Brent è balzato fino a +6,3% a $104,16 al barile, dopo che la scorsa settimana era salito fino a $105,79, al valore più alto dal 2014.

Il sentiment di risk off è confermato dagli acquisti sui titoli di stato Usa, che portano i tassi decennali a scendere fino all’1,77%, dopo essere scivolato fino all’1,74%